11 settembre non solo “le torri gemelle”


Oggi è l’11 settembre una data che, ormai per tutti, è il simbolo in negativo di New York.

Tutti abbiamo visto crollare il Word Center in un denso e acre fumo nero  come se fosse stato un colossal, un film hollywoodiano e, immagino, che non ci sarà telegiornale, oggi, che dimenticherà di ricordare l’evento.

Ci saranno forse speciali, anche se l’anniversario non è a cifra tonda.

Io, però, adesso vorrei ricordare un altro anniversario più dismesso nei ricordi, più dimenticato dai grande media.

Un evento che non ha certo avuto meno conseguenze del crollo delle torri gemelle, ma sicuramente meno copertura mediatica forse perchè erano altri tempi, forse perchè erano altre responsabilità.

Un evento che ha fatto molti più morti, almeno sul suolo dove è avvenuto, di quello americano.

Il colpo di stato in Cile con cui il generale Pinochet ha cancellato, per moltissimi anni, la speranza di libertà, di democrazia, di sognare un modo diverso di vivere di un continente.

Chiudo il post con alcuni spezzoni del discorso di Salvador Allende fatto alla radio poche ore prima della sua morte.

“….Io sarò sempre con voi e lascerò almeno il ricordo di un uomo degno che fu leale di fronte alla lealtà dei lavoratori.

……Altri cileni verranno dopo di noi. In questi momenti oscuri e amari in cui il tradimento pretende di imporsi , sappiate che presto o tardi- io ritendo assai presto- si apriranno di nuovo le grandi strade dove passeranno gli uomini degni, per costruire una società migliore.

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole ed io ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano, io ho la certezza che sarà almeno una lezione morale che condannerà la fellonia, la viltà, il tradimento.”

Salvador Allende

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3 risposte a 11 settembre non solo “le torri gemelle”

  1. Antonio ha detto:

    Premetto che compiango le vittime del disastro delle torri gemelle e che aborrisco il terrorismo ed i fascismi di ogni colore. Ma come socialista non posso fare a meno di inchinarmi al ricordo di Salvador Alliende e del popolo cileno, che lo aveva eletto democraticamente. Molti anni fa scrissi una poesia che, quando fu riletta da alcuni amici, fu definita “profetica”. Non sono nè profeta nè chiaroveggente ma lascio ai lettori decidere.
    – ECCLISSI –
    Oh! Quante ecclissi oscurano il mio sole
    nel giorno-notte dell’indifferenza
    dei bui giorni ipocriti odierni!
    Mortali ecclissi bianche sotto al sole
    d’Africa Ner nascondono la fame
    d’angeli neri preda del Sahel
    mentre l’Europa spende a gonfie vel.
    Il tuo “Progresso” è solo una violenza
    America dai mille grattacieli
    che con terrore imperi e fai paura
    ai miseri “indios” del mondo intero!
    Ma un giorno pure tu avrai l’ecclisse
    sulla tua terra immensa e popolata
    dagli spirti vaganti degli eroi
    bambini rossi, gialli oppure neri….
    Tra la potenza-indifferenza tua
    e il sol si frapporrà sangue innocente
    per oscurare il ciel della tua terra
    e darti l’occasione di… pensare!
    Rossa sarà l’ecclisse America potente
    rossa come la terra dei tuoi monti
    arrossati e concimati col sangue della gente
    di colore, semplice e pura acqua di sorgente.
    Il vecchio dio Manito non può dimenticare
    e le Uri incatenate non possono danzare
    finchè un’ecclisse rossa, gialla e nera
    non desterà dal sonno il mondo intero!

    Trascritta da “La cetra e la kora”(pag.39) di Antonio Di Casola-Trecase (NA). Grazie dell’attenzione. Ciao. Antonio.

    • silvanascricci ha detto:

      Anch’io compiango i morti americani, ma anche quelli cileni che, per molteplici ragioni, non sono stati così tanto ricordati. Bella la poesia, molto.

  2. Antonio ha detto:

    Ciiao Silvana, anzitutto grazie della tua replica e per aver gradito la poesia: Stasera ti ho inviato una mail perchè ieri sera è capitato per la 2° volta quello che lamentavo.Comunque GRAZIE! Se posso approfittare dello spazio del tuo Blog, che gentilmente mi concedi, ti trascriverò una poesia dedicata proprio alle vittime cilene ed a tutti i Desaparesidos. Un abbraccio. Antonio

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