Il Palio di Siena come metafora italiana


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Ieri sera mi sono trovata a guardare in televisione il Palio di Siena dell’Assunta.

A parte la bellissima piazza di una splendida città italiana, mi sono venute in mente alcune considerazioni su come il palio possa essere assunto a metafora dell’italica condizione.

Le varie contrade, acerrime nemiche, eterne alleate, disposte a mutevoli intese, sono il simobolo dei nostri comuni, dei nostri campanili, della presunta supremazia di una parte del paese rispetto all’altra, del prevalere di un dialetto sull’altro.

Poi arrivano le regole.

Il comune di Siena sorteggia l’ordine di entrata e la disposizione ai canapi delle varie contrade.

Bene non c’è contrada che rispetti l’ordine assegnato dalla sorte, ognuna vuole posizionarsi dove le fa più comodo, beatamente fregandosene delle regole formalmente accettate e sostanzialmente disattese.

Infine il mossiere che rappresenta l’autorità e dovrebbe garantire che le regole (centenarie del palio) vengano applicate in maniera equa e corretta.

Non ci riesce, non ammonisce e non sanziona, e anche se lo fa nessuno lo ascolta.

Dopo un’ora e venti minuti di vari tentativi di regolamentare e garantire correttezza, dopo varie false partenze il mossiere si arrende.

Parte la gara con le contrade che hanno sovvertito e disatteso le regole, lo sconfortato mossiere convalida il tutto; vince la gara il più furbo, il più fortunato, probabilmente non il migliore.

Viva l’Italia!

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13 risposte a Il Palio di Siena come metafora italiana

  1. arnand ha detto:

    …. a me sembra, piuttosto, una metafora della via ! ! !

  2. armand ha detto:

    ,,errata corrige… ” metafora della vita | | | “

  3. luposolitario ha detto:

    Non avevo mai guardato il palio da questa angolazione, però hai ragione e l’analisi è corretta, fa depressione ma è giusta

  4. frastellina ha detto:

    hai colto nel segno ancora una volta. Però tra il Palio e l’andazzo dell’Italia c’è una sostanziale differenza; per il primo, se non t’interessa, basta cambiare canale. Il secondo ti frega ovunque tu sia (“fregare” sia nel senso di “coinvolgere”, sia nel senso di “prendere per il c…” (sorry x il francesismo).
    baci

  5. kOoLiNuS ha detto:

    guarda che si scrive ItaGlia in questi casi … 😦

  6. Antonio ha detto:

    Cara Silvana ciao. Hai fatto proprio un paragone reale e calzante tra il palio di Siena e la “politica” italiana. Infattti non sempre vincono i migliori visto che abbiamo un Paese diviso ed insensibile alle sue stesse sorti ed una classe politica che è il non plus ultra dell’arroganza, della prepotenza e della mala politica. Volevo scrivere un brevissimo post a proposito dell’Inno nazionae su OKNOtizie ,a non mi è riuscito. Permetti che dica solo FANCULO BOSSI con tutto il suo seguito, i suoi ricatti e le sue minchiate? Grazie dell’ospitalità. Un abbraccio. Antonio.

  7. Antonio ha detto:

    Silvana, amica cara dagli occhi belli(a proposito ti è piaciuta la mia “uocchie”?), siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda riguardo alla politica,alla cultura, e non solo. Grazie della replica.Ciao. Antonio.

  8. riccardo ha detto:

    Sono senz’altro d’accordo con te, Silvana.
    Trovo, infatti, davvero calzante il parallelo che tracci tra il Palio e certe caratteristiche (assolutamente deleterie) del Paese e di tanti italiani.
    Spesso si favoleggia delle doti morali ed intellettuali degli italiani, ma appunto si tratta di… favole.
    La realtà consiste nella furbizia, non nell’intelligenza; nella prepotenza, non nel coraggio.
    Aggiungo soltanto che spesso chi vince il Palio è un sardo… Lui o la sua famiglia hanno spesso dovuto emigrare.
    Ed anche quella dell’emigrazione è una triste storia italiana…
    Un salutone!

    • silvanascricci ha detto:

      Concordo sul fatto che l’immigrazione sia una triste storia italiana; allora perchè costretti a partire per cercare una speranza di vita dignitosa affrancata da miseria e povertà, oggi perchè completamente e ferocemente dimentichi di ciò che, da nord a sud, è stato il nostro passato.
      Un salutone anche a te.

  9. Antonio ha detto:

    Ciao Silvana, ti prego-anche privatamente se vuoi- ma fammi sapere cosa pensi della mia poesia “Uocchie”(occhi). Se vuoi ti farò la traduzione in italiano. Grazie. ciao. Antonio.

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