La discriminazione dei cattolici


Il tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla chiesa valdese, dalla chiesa evangelica, dalla comunità ebraica e da alcune associazioni laiche al provvedimento del ministro della pubblica istruzione del governo Prodi, Fioroni.

Tale normativa prevedeva che ai ragazzi che frequentavano l’ora di religione venissero assegnati un maggior numero di crediti rispetto ai non frequentanti.

Mi permetto di dire che trovo questo pronunciamento del TAR estremamente corretto sia formalmente che sostanzialmente.

Formalmente perchè l’Italia non ha una religione di stato quindi non si può privilegiare una religione a scapito di un’altra avendo per costituzione tutte lo stesso status giuridico e la stessa dignità (se non vogliamo equipararci ad altri stati teocratici).

Sostanzialmente perchè non essendoci, sistematicamente e organicamente, altri corsi di religione o di arte o di tecnologia nelle scuole da affiancare all’ora di religione non vedo perchè studenti, magari anche più bravi e preparati, devono essere penalizzati nella media e nel voto finale.

Presa questa decisione ne consegue, razionalmente e giuridicamente, che i professori di religione non possano partecipare ai consigli di classe.

Questo passo lo trovo giusto a prescindere, come direbbe Totò, in quanto tali insegnanti che pure operano in una struttura pubblica, statale e dallo stato italiano pagati non vengono selezionati come tutto il resto del personale docente; vengono scelti esclusivamente dalla Curia senza neppure dover sentire, foss’anche non vincolante, il parere del preside o del responsabile del distretto scolastico.

Naturalmente i politici cattolici (o presunti tali – viste anche le recenti boccaccesche vicende) si sono immediatamente lanciati nella crociata a fianco della chiesa che, per bocca di un suo rappresentante, ha dichiarato che questa sentenza è discriminatoria.

Che la chiesa dichiari che in Italia i cattolici siano discriminati la trovo, nella migliore delle ipotesi una boutade, nella peggiore una provocazione in malafede; questo governo (ed in buona parte anche il precedente) hanno fatto di tutto e di più per assolvere a qualsiasi richiesta proveniente da oltre Tevere, anche negare leggi di libera scelta imponendo a tutti una visuale univoca di religiosità, negando contestualmente il diritto alla laicità ed anche all’ateismo.

Vorrei inoltre ricordare, a chi dovesse dirmi quanto la chiesa abbia fatto e faccia per l’accoglienza e l’integrazione degli extra comunitari, che non è la chiesa ad avere fatto cose egregie ma singoli preti, singoli sacerdoti in quanto lo stato del Vaticano ha una delle più feroci ed applicate leggi contro tutti coloro che non godono della cittadinanza vaticana.

Ovviamente la Gelmini ha già dichiarato che ricorrerà al consiglio di stato per ripristinare la normativa anche se del precedente odiato governo.

La fede imposta come legge di stato.

http://oknotizie.virgilio.it/silvanascricci/news

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4 risposte a La discriminazione dei cattolici

  1. Saverio ha detto:

    State certi che questa sentenza durerà lo spazio di un mattino. Già tutta la banda catto-berlusconiana s’è mossa in tal senso, ovviamente con tutto l’appoggio della CEI.

  2. Franz ha detto:

    Tutti pensano che i piani di Silvio prevedano la presidenza della Repubblica.
    Forse è anche vero, ma questo sarà solo un passaggio dell’obiettivo finale: Papi Papa !
    E poi, se un giorno morirà (ma non è detto), santo subito.
    Ciao Silvana, che tristezza.
    Franz

  3. Antonio ha detto:

    A proposito del TAR Lazio e del risentimento della gelmini e del vaticano, l’ho già scritto sul post per OKNOtizie e lo ripeto qui. Sono un credente in Dio ma non nell’istituzione clericale c he è la personificazione dell’IPOCRISIA. Pertanto sottoscrivo la sentenza del TAR e respingo le ragioni addotte dalla gelmini e dal vaticano(che non deve ingerirsi negli affari interni di uno Stato Sovrano come l’Italia). Sono per il RISPETTO della Costituzione della Repubblica nata dalla RESISTENZA e mi oppongo a tutte le manovre fatte- e che vogliono ancora fare-per violentarla e manipolarla per gli sporchi interessi di pochi o di qualcuno. Saluti. Antonio.

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