2 agosto 1980 – Bologna


Sono di Bologna, questa è la mia città.

Io dovevo essere in stazione, quella mattina di 29 anni fa.

Era l’anno della mia maturità, ero rimasta in città per sostenere una mia amica che aveva gli orali alla fine di luglio.

Esami ok, la mia amica decide di raggiungere i genitori nella casa di montagna e mi chiede di accompagnarla alla stazione: 2 agosto alle 10.30.

Decidiamo di trovarci in centro un po’ prima per scambiarci i saluti, fare due chiacchere e prenderci un gelato in una caldissima mattina.

La gelateria in cui decidiamo di sederci a fare due chiacchere e ristorarci è a 10 minuti a piedi dalla stazione, non c’è fretta.

E mentre siamo lì con le valigie, lontane da ogni pensiero che non sia vacanziero o di soddisfazione per gli esami appena passati ci accorgiamo di essere in ritardo; velocissime paghiamo il conto e ci mettiamo a correre per arrivare in stazione quando sentiamo un boato infernale, vicino vicinissimo.

Per un lunghissimo istante ci siamo paralizzate, il mondo si è paralizzato.

Ci siamo guardate attorno e, in un istante, tutti hanno cominciato a chiedersi e a commentare cosa fosse successo, cosa avesse provocato il fragore.

Abbiamo sentito il clamore del silenzio, il grido delle ambulanze, lo stridio di un autobus, dai vetri pudicamente ricoperti con lenzuola bianche, trasformato in carro funebre, il pianto degli sconosciuti vicini a noi, le urla disperate dei soccoritori, il lamento smorzato dei feriti.

E come l’onda d’urto porta con sè detriti, così l’onda delle informazioni ha iniziato ad arrivare con tutte le teorie possibili.

Una bombola di gas, un crollo, una bomba.

E lì, in quel preciso istante, ho saputo che era una bomba.

Perchè noi bolognesi, abbiamo sperato che fosse una bombola di gas espolosa, un crollo di qualcosa, ma in cuor nostro lo abbiamo saputo dal primo momento che quella era una bomba.

Lo sapevamo perchè conoscevamo la strage dell’Italicus, la strage del Rapido 904 e, anche, la strage di Ustica.

Lo sapevamo perchè queste vibrazioni le abbiamo assorbite, assimilate attraverso le ferite dell’anima dove i detriti, la polvere nera, i calcinacci si sono depositati.

Lo sapevamo perchè avevamo coscienza della nostra vulnerabilità, della nostra angoscia ogni volta che percorrevamo la tratta Bologna – Firenze.

Lo sapevamo perchè siamo la città “dei morti per sogni davanti al tuo santo Petonio”.

Ed è per questo che, come ogni anno, da ventinove anni domani sarò alla stazione.

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36 risposte a 2 agosto 1980 – Bologna

  1. anna ha detto:

    sono passati quasi 30 anni, ma i veri colpevoli non sono mai stati trovati

  2. rita tiziana rota ha detto:

    Come ti capisco. Sono di Milano. Strage 12 dicembre 1969!!!

    B.ca dell’agricoltura. Morti feriti, vile attentato. Nessun colpe-

    vole. Ogni anno si ricordano, senza colpevoli. Non dimentichiamo.
    Grazie ciao.

  3. domego ha detto:

    grazie di questa tua bella testimonianza.

  4. gianni ha detto:

    un abbraccio fortissimo alla città (in cui ho studiato e vissuto quegli anni indimenticabili) e un abbraccio a tutti i Bolognesi..Non dimenticate! Aiutate a ricordare anche a noi che non viviamo in questa meravigliosa città!
    gianni

  5. Domenico ha detto:

    Io non c’ero a Bologna, avevo solo 5 anni. Stavo in Calabria, la mia terra. Oggi vivo a Rimini e a Bologna ci vado spesso per lavoro. Ho letto e riletto quella lapide commemorativa. Leggendola, ogni volta, è come sentire – anche se molto lontane – le cose che hai scritto. E una ferita che non conosco, che non ho vissuto, si apre ed esce sangue. E con il sangue un sentimento di vicinanza a chi quel giorno c’era. A chi c’è ancora oggi e a chi, quel giorno, ha vissuto il suo ultimo giorno.

  6. cade ha detto:

    I mandanti di tutte quelle stragi che ci furono all’epoca Bologna, Milano, Brescia, italicus perché sono stati sempre protetti sono ancora in vita? dirigono ancora le file in Italia?
    Spero che siano diventati peggio della cenere o sono in procinto di diventarci insieme a chi li ha protetti e li protegge

    • silvanascricci ha detto:

      Dei mandanti non si “conosce” nulla, ci siamo accontentati, forse, degli esecuotri materiali.
      Ma in tutte queste stragi, anche quelle in cui sono morti Falcone e Borsellino, c’è sempre stata la connivenza, se non peggio, di alcuni apparati dello stato.

  7. morris ha detto:

    me lo ricordo benissimo quel giorno ero all’ospedale con una gamba rotta e partivano in continuazione ambulanze per portare il sangue a bologna. non si può dimenticare un giorno nero per l’Italia, come la strage di <brescia, e altre giornate che hanno segnato l?italia.

  8. sentenza69 ha detto:

    ciao sono di Prato e la tratta Bologna Firenze l’ho fatta per un anno dall’88 all’89 ero militare in Friuli cuando entravamo in galleria a Vernio mi ricordo che chiudevo gli occhi sperando di prendere sonno ma inutilmente io sono del 69 il ricordo e forte anche oggi a volte dovevo prendere la coincidenza a bologna e ti assicuro che nonostante avessi 19 anni e tanto coraggio perchè ero un carrista li avevo paura perchè sapevo di essere inerme e indifeso un salot a te ela tua bellissima citta ci sono stato ed ho ricordi bellissimi ciao

  9. cosimo ha detto:

    Quando usciremo dalle liturgie del 2 agosto, dai predicozzi sulla strage fascista, dai sermoncini da palco per l’occasione, quando accetteremo l’inaccettabile e cioè che tutto ciò che è accaduto è stato un messaggio tra bande dell’orrore mondiale, avremo ridato dignità a quei poveri martiri.

    cosimo

  10. antonio ha detto:

    sono passato da bologna un pò di twmpo dopo ma il ricordo di quel fatto mi fa ricordare che siamo il paese con piu stragi inpunite

  11. Andrea ha detto:

    X Silvanascricci:
    scusa come facevi nel 1980 a sapere della stragge del rapido 904 che è del 23 Dicembre 1984.

    Un saluto.
    A.

    • silvanascricci ha detto:

      Hai ragione, ma io il post l’ho scritto oggi, ed ho cercato di ricordare tutte le stragi avvenute nella mia città od in zone molto limitrofe, che sono anche i luoghi della mia infanzia.

  12. c. ha detto:

    Ero iscritta all’università di Bologna, quell’anno. Quella mattina ero a Parma, la mia città, ma la mia migliore amica la sera prima mi aveva detto che forse il giorno dopo sarebbe venuta a Bologna per una pratica in segreteria. Saputa la notizia dello scoppio, io e mia madre eravamo terrorizzate per la paura che la mia amica avesse preso il treno per Bologna. Per fortuna ci telefonò per dirci che aveva cambiato idea e non era partita. Il 16 agosto, verso mezzanotte, io e il mio ragazzo andammo a Bologna per prendere cose dal nostro appartamento di studenti, prima di partire per le vacanze. Ricordo come fosse oggi la stazione sventrata, spettrale, nel buio della notte. E la paura della gente, la mattina dopo, quando siamo entrati in un bar con la valigia… E’ il ricordo più tetro di quegli anni meravigliosi.

  13. pierluigi ha detto:

    …….xche’…la vita e’…..un ..brivido…….che …vola …via…….e’ un equilibrio.sopra.la.follia……..darci .delle.risposte…..come facciamo??????…….senza sapere quali sono …le domande!!!!!!……..ciao…….sally…..

  14. me!!! ha detto:

    La caserma che ospitava, e forse ospita ancora, il 40° battaglione di fanteria meccanizzata si trova in viale Vicini, a quattro passi dalla stazione.Quella domenica maledetta ero in servizio al deposito carburanti e ascoltai la notizia alla radio.L’ambulanza del battaglione uscì subito,poi uscimmo noi,insieme ai genieri, per rimuovere le macerie e liberare i binari.Non vogliraccontare lo scempio che ho visto,vorrei poter descrivere il dolore, l’incredulità e la rabbia provati davanti a quei poveri resti, sapendo che a causare tutto era stata la mano di un’appartenente al genere umano.Trovammo un ragazzo col suo zaino e pensai a tutte le volte che, andando in vacanza avevo atteso un treno, anche io col mio zaino e la mia voglia di vivere.Durante una pausa andai al posto telefonico della stazione per tranquillizzare i miei(sono napoletano) e seppi che era morta una delle cassiere del bar,una ragazza che avevo visto tante volte.Perchè dovevano morire quei ragazzi? Perchè dovevano morire tutte quelle persone? A chi, a cosa dovevano servire quelle morti? Li sentivo tutti come dei parenti che mi erano stati tolti per pura crudeltà. Piansi e ancora sto male quando rivedo le immagini della strage.Sono tornato a Bologna solo una volta,molti anni dopo.Chi mi ha visto piangere vicino alla lapide avrà pensato che piangevo per un parente, perchè,di solito, non si piange per uno sconosciuto. Ma per me quei morti non sono sconosciuti,non perchè li ho visti, perchè quei morti mi appartengono, dovrebbero appartenere a tutti noi e tutti dovremmo portare dentro il dolore e la vergogna per quei morti,che ci dicono di quale schifo il nostro paese é stato artefice e vittima allo stesso tempo.Il mio abbraccio fraterno ai parenti delle vittime e alla splendida Bologna,io non potrò mai dimenticare,facciamo in modo che nessuno dimentichi.Grazie francesco cariello

    • silvanascricci ha detto:

      Caro Francesco, grazie a te per la tua bella e vibrante testimonianza e grazie anche a tutti che in quella giornata hanno aiutato, soccorso, consolato.

  15. Patrizia ha detto:

    io lavoravo in germania come ragazza alla pari ma mia sorella doveva andare in vacanza in abruzzo in stazione c’era anche Lei ma è passata poco prima di quanto poi è successo ..restera nel cuore di tutti l’impotenza subita, l’essere una città inerme davanti a tanta ferocia
    2.08.1980 NON DIMENTICHEREMO MAI …Vicenza

  16. Antonio ha detto:

    Tornavo dalle vacanze quel giorno ed appresi la notizia della bomba alla stazione di Bologna da “Il gazzettino di Venezia”.
    La mia famiglia ed io restammo schoccati al punto di rinunciare
    a qualche altro giorno di ferie. Bologna era morta nel suo spirito cittadino, morale e civile e noi con essa. Nei giorni seguenti non seppi rinunciare a scrivere una poesia, che ricordava tutte le morti di quel periodo “stragista”, intitolata “Buum…sangue”(tradotta anche in lingua russa e pubblicata nell’antologia di poeti italiani dal titolo “nati per la vita”. Sarei lieto di poterla inviare al comitato delle vittime delle stragi ed in particolare a quella di Bologna per dimostrare la mia solidarietà umana. Grazie e saluti. Antonio.

    • silvanascricci ha detto:

      Se vuoi puoi inviarla, intanto, se vuoi, puoi mandarla a me come messaggio e la riporto in un post ad hoc.
      Grazie
      Silvana

  17. Antonio ha detto:

    O.K. Silvana, ma hai un indirizzo di posta elettronica ove potertela inviare? Scusami non sono un buon “navigatore” e non ho grande competenza con il WEB. Visiterò il tuo sito e forse potrò trovare anche ciò che ti sto chiedendo. A presto. Ciao. Antonio.

  18. ivano ha detto:

    quella mattina sono passato alle ore 08.00 dalla stazione andavo a palinuro in ferie, sono passati tanti anni ma che brividi……..

  19. Alberti ha detto:

    Io,c’ero siamo stati la prima compagnia militare(compagnia contro carri Trieste via Emilia Levante BO)a intervenire appena venti minuti dopo lo scoppio della bomba-una cosa allucinante che mi ha segnato la vita.

  20. riccardo ha detto:

    Sono di Cagliari ed andavo al mare, appunto a Cagliari.
    Avevamo appena preso i giornali, io e mio padre. Avevo 18 anni. Ricordo la luce estiva quasi abbacinante, da noi in agosto e mi sembra una “buona” metafora di quell’orribile esplosione.
    La strategia della tensione toccò il suo punto di massima barbarie, con quella strage; morì perfino una bambina di 3 anni…
    Fu colpita, io penso intenzionalmente, la città-simbolo di una sinistra e di un progetto diverso e di tutto rispetto: quello del Pci di Berlinguer.
    E quella “strategia” andò in scena forse già prima, nel 1947 in Sicilia, a Portella della Ginestra.
    Ma noi non dimentichiamo. Non dimenticheremo mai!

  21. Franz ha detto:

    E’ quasi un legame di sangue, quello sancito quel giorno, fino ad oggi e negli anni futuri, fra i molti nostri concittadini ancora dotati di cuore, di memoria, di senso civico.
    La memoria, la testimonianza, sembrano crescere anziché calare con il tempo, come segno di un inflessibile no a biechi disegni di potere, capaci di organizzare e compiere una strage così incredibile, non ancora emersi e davvero puniti ventinove anni dopo. Lo dimostrano l’affluenza al corteo lungo via Indipendenza e alla celebrazione in Piazza Medaglie d’Oro, così come i tanti commenti che ha ricevuto questo tuo post.

    L’anno scorso ebbi l’occasione di partecipare, come volontario della Co.Ta.Bo., al trasporto dalla stazione al ristorante di gruppi di parenti delle vittime accorsi per le celebrazioni. Raccontai la bella esperienza sul mio blog e sulla rivista della cooperativa.
    Quest’anno, di ritorno dalla mia breve vacanza, non ho potuto ripeterla; spero, e cercherò, di non mancare l’anno prossimo per il trentennale.

    Un affettuoso saluto e un grazie, come bolognese, per la tua testimonianza, intensa e vibrante.
    Franz

    • silvanascricci ha detto:

      Stamattina, come tutte le mattine da ventinove anni a questa parte ero in piazzale Medaglie d’Oro, e tra le tante cose che mi hanno colpito due in particolare mi hanno fatto riflettere: 1) nel momento in cui è suonata la sirena si sono fermate e hanno spento i motori anche le poche macchine che transitavano 2) il “signore” italiano che emigrato in Svizzera si lamentava che tutti gli anni si perde tempo con ‘sta storia che non frega a nessuno.

      Due modi molto differenti di vivere lo stesso momento e sensibilità agli opposti.

      Io ho fischiato Bondi per quello che stava dicendo col tono untuso e falsa cortesia che può andare bene a Porta a Porta ma non mi piace alla stazione di Bologna il 2 agosto. E proprio non ho digerito il richiamo a Calamandrei fatta da un rappresentante di questo Governo.

      Ciao

      Silvana

      • Franz ha detto:

        Credo che avrei fischiato anch’io: la dignità di una popolazione si difende anche così.
        Non credo che il “messaggero governativo di democrazia” di turno quest’anno abbia stentato ad addormentarsi, ripensando a quei fischi; l’incapacità di vergogna e di pudore fa parte del patrimonio, genetico o acquisito che sia, di questa classe di corrotti al governo.
        Ma ugualmente non si poteva tacere, e alla fine ha dovuto tacere lui.
        Ancora un saluto e un grazie per la tua testimonianza.
        Franz

  22. Bibi ha detto:

    Avevo rimosso quel ricordo.
    Ho avuto fortuna, ho preso il treno il giorno prima e mi sono affacciato il giorno prima al finestrino a guardare la gente sul primo binario.
    Dovevo partire il 2, ho anticipato di un giorno. Ho saputo di quello che era successo in calabria dove ero andato per passare le agognate vacanze.
    Mai stato più contento di una decisione presa all’improvviso.

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