Traviata, l’intelligenza del cuore


“del mondo antico e del mondo futuro era rimasta solo la bellezza. E tu, povera sorellina minore, quella che corre dietro ai fratelli più grandi, piange e ride con loro per imitarli e si mette addosso le loro scarpette, tocca, non vista, i loro libri i loro coltellini. Tu sorellina più piccola quella bellezza ce l’avevi addosso umilmente e la tua anima di figlia di piccola gente non ha mai saputo di averla perchè, altrimenti, non sarebbe stata bellezza. Sparì come un pulviscolo d’oro, il mondo te l’ha insegnata così, la tua bellezza diventò sua. Ma tu continuavi ad essere bambina, sciocca come l’antichità e crudele come il futuro, e tra te e la tua bellezza posseduta dal potere si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente. Te la portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime, impudica per passività, indecente per obbedienza; l’obbedienza richiede molte lacrime inghiottite e darsi agli altri troppo allegri sguardi che chiedono la loro pietà. E pensare che, invece, sono così belli quanto sono belli gli sguardi degli uomini ogni volta che si posano sulle donne non per corrompere ma per salvare e per raccontare”

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

Quinta parte

Sesta parte

Settima parte

Ottava parte

Nona parte

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