A mia figlia


I figli crescono e le mamme imbiancano.

Potrebbero cominciare tutte così le storie delle generazioni; quando vedi tua figlia crescere e tentare di andarsene sempre un po’ più lontano da te.

E tu le dici anche che è giusto così, mentre il magone ti stringe la gola, che lasciare le cose di un tempo fa bene, che bisogna andare incontro alla vita dura e bellissima.

Che ci sono cose nuove da sperimentare, che bisogna sbagliare da soli e sognare tanto per crescere e diventare donne che scelgono.

E intanto ti tornano alla mente le carezze delle sue labbra sui capezzoli mentre la allattavi, ricordi la sua mano che ti stringeva il primo giorno dell’asilo, senti il calore e l’odore della sua pelle quando dormiva accanto alla tua, senti che dice di volerti bene, vedi i suoi occhi che contano su di te come su nessuno mai.

E allora capisci che, per quanto possa andare lontano, tu la terrai sempre vicino a te volendo, per lei, quello che ella vorrà.

3 pensieri su “A mia figlia

  1. Vedi ti sto conoscendo piano piano. Ho scoperto che sei una GRANDE MAMMA altruista e MATURA, MA CHE INTIMAMENTE SEI ANCHE UNA POETESSA/FILOSOFA. Mi intriga sempre di più conoscerti perchè ho lw prove che sei una donna di GRANDE INTELLIGENZA E DI GRANDE CULTURA. Purtroppo siamo giunti al punto che vengono presi in considerazione solo coloro che sfoggiano “pezzi di carte” comprati ai diplomifici ed ai laureifici, unitamente alla loro crassa IGNORANZA. E tutto ciò fa FELICE BERLUSCONI, la GELMINI e tutto il governo neonazifascista. Ciao. Antonio.

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