Ma si può dire mestruazioni in televisione?

Questa sera, ad Annozero, è stato riproposto parte del monologo che fece Luttazzi al Paladozza di Bologna nell’evento “RAI per una notte”, insieme agli spezzoni di Benigni e l’editoriale di Travaglio.

Santoro vuole veramente essere chiuso perchè in quella serata si sono dette che in televisioni non si erano e non si sono mai sentite negli ultimi anni.

Ma prenderanno a prestesto, per non essere accusati di essere censori politici, per criticare il conduttore la frase di Luttazzi in cui dice che non si può procedere nella festa per la fine del berlusconismo perchè alla ballerina sono venute le mestruazioni.

Ebbene diranno, questi, che assolvono le battute sulla Bindi e sulle donne in generale e che utilizzano il corpo delle donne come mezzo di scambio, che si offende la figura femminile parlando di cose intime e private.

Ebbene se volete fare della polemica non prendeteci a pretesto.

Non utilizzate un fatto biologico e naturale di cui non ci vergogniamo mai (nemmeno in “quei” giorni, come dice, falsamente pudica, la pubblicità) per difendere la nostra dignità femminile; non è a sentir parlare di mestruazioni che ci indigna è vedere e sentire come ci trattate ogni giorno, nella vita e nella politica.

Libertà di stampa, libertà di parola, libertà di pensiero

Mentre l’attenzione di tutti è concentrata sulle dimissioni di Santoro, si sta mettendo un altro bavaglio alla libertà di espressione di tutti noi non solo per interposta persona.

E’ stato approvato l’art. 50 bis del DDL 773

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiute a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

Non è tanto la punibilità del reato di istigazione a delinquere, che mi pare giusto perseguire adeguandosi ai nuovi mezzi di diffusione, a preoccuparmi  quanto la frase: “disobbedire alle leggi” poichè se una legge è iniqua ed ingiusta ritengo sia corretto disobbedire.

Inoltre, poniamo il caso che io venga a conoscenza, caso alquanto improbabile, di intercettazioni che parlano dell’ammissione di un reato o che venga promulgata una legge che vieti l’omosessualità; bene, io non posso scriverle o criticare, più o meno fortemente la legge, sul mio blog, pur non essendo un giornale, perchè incorrerei nella pena sanzionatoria o detentiva.

Bene, a questo punto, io posso decidere anche di rischiare del mio e pubblicarle ugualmente sul mio modestissimo blog ma non posso giocare sulle scelte degli altri imponendo la pena pecuniaria anche al provider che mi ospita e mi permette di pubblicare.

Inoltre, in base a quali elementi viene eseguito il filtraggio da parte dei Ministeri interessati? poi, non dovrebbe essere un organismo terzo, rispetto a quello che ha emanato la legge, a valutare se le mie parole sono da ritenersi o meno nei termini di legge?

E’ come se fosse il parlamento a valutare e perseguire i reati che sono stati considerati tali attraverso le leggi emanate dal parlamento stesso.

P.S. grazie a Rick per la segnalazione.

P.S. su Santoro:

perchè Santoro non dovrebbe ricevere una buona uscita per il suo lavoro? perchè dovrebbe rinunciare agli emolumenti? e cederli magari a Minzolini e Masi o, meglio, a Vespa che da pensionato percepisce in un anno il triplo di quanto offerto a Santoro.

perchè Santoro dovrebbe continuare a lavorare, magari pure gratis, dopo che è stato in causa con la sua azienda per più di 10 anni, dopo che è stato messo continuamente sotto accusa, dopo che è stato mazzolato a destra come a sinistra?

perchè se, dopo tutto questo, si è rotto le palle e vuole andare altrove a sperimentare altro ha ragione.

Vorrei vedere voi!

Aspettatemi, che vado controcorrente

Ho partecipato all’evento mediatico dell’anno; sono stata al Paladozza, anzi per essere più esatti in piazza Azzarita (che non ho trovato un biglietto manco a pagarlo) ad assistere a “Rai per una notte”.

Mi ha interessato, soprattutto, per gli aspetti innovativi di fare rete attraverso mezzi che, solitamente, si ignorano, per l’utilizzo di mezzi non di massa che creano una massa, mi auguro, critica.

Ma non era tanto di questo che volevo parlare piuttosto di una malattia che rischia di tornare ad essere di massa.

Per quanto, di questi tempi, anche parlare di malattia significa parlare di politica dopo la mirabolante promessa di Berlusconi di sconfiggere, da solo e da novello taumaturgo onnipotente, il cancro in tre anni.

Che, a quel punto, il Nobel per la medicina gli spetterebbe di diritto.

Dopo questo lungo e poco pertinente prologo comunico di cosa voglio trattare in questo post: della tubercolosi.

La TBC ha una storia millenaria, si trovano resti del batterio, in alcuni resti fossili di animali, già nel paleozoico.

La TBC è una malattia che non è più di moda, non fa notizia nè audience eppure provoca, nel mondo, 4 morti al minuto.

La tubercolosi ha una storia culturale e sociale affascinante.

Già 1000 anni fa il medico arabo Avicenna se ne era occupato nel suo “Canone della medicina” capendo l’importanza dell’igiene e della quarantena per i colpiti da questa, allora, sconosciuta malattia.

Ma non è dell’aspetto prettamente medico che mi voglio occupare quanto della grande influenza della malattia in moltissimi settori della vita degli uomini.

Intorno alla malattia sono sorte le più fantasiose ed inverosimili interpretazioni e dicerie: che fosse dovuta al vampirismo, forse per la faces di estremo pallore, di arrossamento degli occhi e fotofobia che assumevano i malati; che fosse guaribile dall’imposizione delle mani dei re di Francia.

Un aspetto particolarmente interessante è il divenire una metafora della vita che ha influenzato pesantemente la cultura di parecchi secoli in tutti i suoi aspetti.

In letteratura è stata celebrata ne “La montagna incantata” di Thomas Mann, nella musica è sufficiente ricordare la miriade di opere liriche in cui la protagonista viene colpita dal mal sottile e ne muore, nella pittura i quadri cupi ed angoscianti di Munch, dal celebre “Urlo” a moltissimi altri, sono un vero ritratto di malati e malattia.

Altro volto del morbo è quello della superstizione legata alla sessualità, una sessualità anch’essa malata, sfrenata e poco incline ad assoggettarsi ai rigidi vincoli imposti dalla moralità ottocentesca.

E in questa particolare angolazione furono particolarmente coinvolte le donne, alle quali fu riservato non solo lo status di untore ma anche quello di sgualdrina.

Questo stretto rapporto tra malattia e femminilità è benissimo rappresentato dalle oper liriche dove il protagonista che muore di tale male è sempre una donna e per di più di facili costumi; donna che nella malattia trova sia l’espiazione dei proprio peccati che il giusto castigo del suo immorale comportamento.

Non succede mai che il protagonista maschile si ammali, pur supponendo che, con la suddetta, abbia o abbia avuto rapporti sessuali ed intimi, nè, tantomeno, muore o è costretto ad espiare gli stessi peccati sessuali della donna, o altri peccati ben più gravi, o la sua marcata idiozia e dabbenaggine.

Tale atteggiamento è fortemente sintomatico di una radicata mentalità che vede nella donna la portatrice di ogni male sebbene nello specifico caso, e doveva essere evidente anche all’epoca, il rapporto di malattia tra i due sessi sia nettamente a favore di quello femminile.

Anche in questo caso la TBC assume al forma di metafora sociale e sociologica della colpevolizzazione delle donne, del sesso e, soprattutto, del binomio donne e sesso.

Non era una folla ma era un popolo

Leggendo l’editoriale di Scalfari oggi su repubblica sono rimasta particolarmente impressionata dal titolo del medesimo.

“Non era una folla ma era un popolo”, perchè la folla può avere qualcosa di indefinito, un magma indistinto, una giustificazione differente per ognuna delle persone che tale folla compongono; un popolo, al contrario, ha un’identità precisa, ha un comune sentire, uno scopo univoco.

Non sono molto d’accordo con Curzio Maltese, a cui riconosco il modo di scrivere arguto e scorrevole, perchè non sono così ottimista da pensare che sia crollato il muro della finzione.

Il muro di una finzione costruito da mesi e mesi di propaganda, quella propaganda per cui la questione della libertà di informazione in Italia è lotta di elites contrapposte, il muro non è caduto, ha forse qualche crepa, qualche infiltrazione ma io lo vedo ancora piuttosto compatto.

Non credo che sia sufficente il calo di ascolti di Vespa (seppur di buon auspicio), non basta il boom di ascolti delle due puntate di Annozero (vorrei sapere quanti di quelli che lo hanno visto, l’hanno fatto per gli argomenti trattati) che possono derivare anche dall’eterno interesse pruriginoso che l’italiano medio ha verso le prostitute ed il loro mondo.

Non credo che il muro sia crollato perchè quel muro è composto da tutte quelle trasmissioni di RAI e Mediaset che, in sordina, vengono viste da tantissime persone durante l’arco della giornata e che plasmano gli umori e le convinzioni molto più di Santoro, di Fazio, della Gabanelli, della Dandini o dell’Annunziata; le plasmano perchè sono giornaliere, continuate, accattivanti, simpatiche, perchè non hanno l’aria truce di Ghedini, di Feltri o di Belpietro.

Il muro non è crollato perchè questo tipo di trasmissioni chiama, in diretta, il PdC per fargli gli auguri di compleanno (mai successo con Prodi premier) e gli dicono siamo a sua disposizione, questa è casa sua.

Il muro non è crollato perchè gli italiani, nella grande maggioranza, non leggono i quotidiani, non leggono la Repubblica, non leggono l’Unità, non leggono il Manifesto, non leggono il Fatto Quotidiano; ma non leggono neppure il Giornale, non leggono Libero.

Non leggono proprio.

Il muro non è crollato perchè ascoltano, sempre e tutte le sere, il TG1 o il Tg2 che leggono le veline del governo e parlano di scoiattoli che mutano, di diete miracolose, di pandemie inesistenti e ascoltano gli editoriali di Minzolini come questo:

Il prezzo della prostituta

Vorrei tornare all’argomento di Annozero.

Pare che il miglior PdC del mondo e di tutti i tempi ieri fosse incazzato nero, o meglio abbronzato, per la messa in onda dell’intervista alla prostituta più famosa d’Italia.

E chi ci comunica, hoibò, ti tale umor nero? niente meno che Belpietro il quale. come è norma in qualsiasi paese occidentale, era stato convocato insieme a Vespa al cospetto del gran capo del governo e delle televisioni sua maestà silvio I (ci sono tanti giornalisti escort).

Il prode Belpietro informa: “Berlusconi è indignato per le vicende di questi giorni, compreso il caso Santoro con la puntata di questa sera. E’ convinto che le trasmissioni del servizio pubblico non debbano dare spazio a certi personaggi”.

Anch’io, udite udite, sono d’accordo con quanto detto dal premier; sono indignata per le vicende di questi giorni e sono convinta che al servizio pubblico non debbano accedere certi personaggi. Forse, però, con le stesse parole non intendiamo le stesse cose.

Il carico da novanta è compito di Cicchitto dichiarando che il fatto che ben due trasmissioni si siano contese la D’Addario (1/2 ora e Annozero) è indice di faziosità politica mai verificatasi prima e di un autentico e profondo disagio.

Immaginate le stesse dichiarazioni negli Stati Uniti dove, a fronte di un episodio analogo o forse anche meno grave, un presidente è stato messo sotto impeachment, ha dovuto testimoniare davanti ad un giudice e tutti i cronisti, tele cronisti e showman hanno fatto a gara per avere la mitica Lewinsky in studio con il suo bel abitino blu macchiato da presidenzial sperma.

E Clinton non è mica andato in giro a gridare ai quattro venti “Complotto, Complotto, Colpo Di Stato, Colpo di Stato!” e neppure ha mandato a fare altrettanto uno dei suoi fidi scagnozzi.

Anche perchè se lo avesse fatto, oltre alle bastonate della moglie, si sarebbe preso risate in faccia da tutto il mondo mediatico e non.

La ciliegina sulla torta invece l’ha messa l’onorevole Pini della lega nord il quale chiede se alla D’Addario sia stato pagato un cachet od un rimborso spese o qualsiasi altro accidente per essere presente alla puntata di Santoro e per rilasciare l’intervista.

A parte il fatto che mi risulta che spesso e volentieri le interviste e gli interventi in video di chicchessia siano pagati, a Pini sembra sfuggire un particolare: se non si paga una prostituta chi cavolo mai si dovrebbe pagare?

Dulcis in fundo: Vespa e la sua trasmissione sono sostanzialmente neutri rispetto alle posizioni del governo. ?!?!

Santoro dispensatore di voti

Dunque ben vengano Santoro, la Dandini e Fazio perchè sono dispensatori di voti per me (Berlusconi  n.d.r).

Mica solo per il migliore PdC di tutti i tempi e di tutti i mondi conosciuti e sconosciuti, Santoro è dispensatore di auditel anche per Bruno Vespa e il suo porta a porta.

Deve fare vedere spezzoni di Annozero altrimenti non se lo fuma più nessuno.

Santoro come il dispenser del sapone, ce n’è per tutti.

Quando le manifestazioni sono una farsa

Il nostro caro e migliore PdC di tutti i tempi e di tutti i mondi conosciuti e sconosciuti ha dichiarato che la manifestazione del 3 ottobre p.v. per la difesa della libertà di stampa (ed espressione oserei dire) è una FARSA.

Può pure darsi che abbia ragione, ed in Italia esista una ampia, garantita ed incommensurabile libertà di dire quello che si pensa o si conosce, ma non ho sentito dire una sola parole di biasimo o di presa per i fondelli sulle manifestazioni para fasciste (con tanto di simbologia pseudo o dichiaratamente nazi-fascista).

Ma si sa che ci sono manifestazioni e manifestazioni: a quella dei sindacati ci vanno solo i pensionati che non sanno neppure che ci stanno a fare lì o quelli a cui è stata pagata una gita premio a Roma, mentre a quell, per esempio, sul family day ci vanno solo quelli convinti, sicuri di ciò per cui manifestano e che hanno speso il loro prezioso tempo per essere presenti.

Per il premier, la manifestazione del 3 “è una farsa”. “In Italia non c’è un problema di libertà di stampa”. Su “Annozero” e “Parla con me”, i programmi di Santoro e della Dandini al centro delle polemiche di questi giorni, il premier ha preso un atteggiamento “soft” venato di sarcasmo: “Lunga vita a loro, perché portano voti al centrodestra”. E sull’istruttoria ventilata da Scajola sulla Rai, ha aggiunto: “Non me ne sono interessato e non me ne interesso perché sarebbe facile cadere in qualche tranello”.

In merito voglio segnalare e riportare la lettera di alcuni parlamentari europei (anche loro tutti farseschi)

Un gruppo di Europarlamentari scrive. “Il rischio di una violazione della libertà e del pluralismo dei media in Italia è una questione che riguarda tutta l’Europa e che richiede una risposta Europea.

A seguito di una serie di azioni legali del primo ministro italiano contro numerosi giornali italiani ed europei, il Parlamento Europeo ha deciso di studiare il 7 Ottobre la possibilità di prendere una posizione verso il rischio di una violazione del pluralismo e dell’indipendenza dell’informazione. Il 22 Ottobre una risoluzione verrà presentata in assemblea plenaria, e chiediamo ai nostri colleghi europarlamentari di sostenerla.

La questione della libertà e pluralismo dell’informazione in Italia è necessariamente una questione di interesse europeo. La mancanza di una risposta europea rappresenterebbe una minaccia diretta al diritto di libertà d’espressione in tutta l’Unione europea, metterebbe in pericolo i progressi compiuti nei paesi dell’ex Unione Sovietica accolti nell’Unione, e limiterebbe l’autorità di qualsiasi condanna europea verso il controllo della stampa nel resto del mondo.

Le istituzioni europee hanno l’autorità di condannare le intimidazioni alla stampa in Italia e di aprire una procedura legale secondo l’Articolo 7 dei Trattati. L’interesse che dimostrano verso la situazione in Italia non è sintomo di endemica anti-italianità, ma segnale di una forte preoccupazione per la possibile lesione di una delle libertà fondamentali su cui è costruita l’Unione Europea in uno dei suoi paesi fondatori.

Lorenzo Marsili e Niccolo Milanese (Direttori, European Alternatives)

I seguenti europarlamentari sono fra i sostenitori della Campagna Europea per la Libertà dei Media in Italia (www.stampalibera.eu) lanciata dall’organizzazione indipendente European Alternatives

Rosario Crocetta, Parlamentare Europeo (Italia): Sonia Alfano, Parlamentare Europeo (Italia): Luigi de Magistris, Parlamentare Europeo (Italia): Gianni Vattimo, Parlamentare Europeo (Italia): Sylvie Guillaume, Parlamentare Europeo (Francia); Vincent Peillon, Parlamentare Europeo (Francia); Sarah Ludford, Parlamentare Europeo (Regno Unito); Claude Moraes, Parlamentare Europeo (Regno Unito);
Judith Sargentini, Parlamentare Europeo (Olanda).

Va tutto bene Madama la Marchesa

Riporto integralmente un post trovato all’indirizzo: http://termometropolitico.wordpress.com

perchè esprime in pieno, parola per parola, ciò che penso su tutto il cancan scatenato sulle vignette di Vauro (anche se io preferisco ElleKappa) e la trasmissione di Santoro

Ennesimo Editto Bulgaro?

Cari lettori,

come molti di voi sapranno, l’ultima puntata di Annozero è stata al centro di forti critiche da parte del CDA della Rai, sotto pressione di forze politiche trasversali. L’accusa principale mossa a Michele Santoro, il vignettista Vauro e la redazione del programma è quella di aver criticato la Protezione Civile per inadempienza nei soccorsi.

In realtà, chiunque abbia guardato quel programma, avrà ascoltato un’altra versione della storia: sono stati i cittadini, volontari e vigili del fuoco a criticare lentezze burocratiche nei lavori di scavo e recupero corpi, mancanza di strumenti adatti ed inefficacia nell’organizzare i campi-tenda. Annozero ha intervistato persone sul luogo del terremoto e riportato quale fosse la loro opinione sul tema in questione. Poichè non si possono censurare le persone intervistate, si pone rimedio sul programma televisivo reo di aver mandato in onda quelle testimonianze.

Secondo Repubblica si legge ora

Le decisioni dei vertici della Rai dopo le polemiche su “Annozero”
Masi: “Nella prossima puntata i necessari e doverosi riequilibri informativi”
Viale Mazzini: “Santoro deve riparare”
Vauro sospeso per vignetta su cimiteri
Uno dei disegni giudicato “gravemente lesivo dei sentimenti di pietà dei defunti”
Vespa: “Michele è un privilegiato”. La replica: “Bruno dà notizie false”

Viale Mazzini: “Santoro deve riparare” Vauro sospeso per vignetta su cimiteri

Questa è la vignetta di Vauro criticata dal CDA, per cui lo stesso Vauro è stato sospeso.

La vignetta di Vauro incriminata

La vignetta di Vauro incriminata

Ciò che risulta piuttosto preoccupante in tutta questa vicenda è che:

  1. Vauro, un vignettista, viene sospeso. I vignettisti Danesi che offesero, secondo alcuni, la religione musulmana furono considerati degli eroi dai nostri soloni inquisitori. La vignetta di Vauro appare certamente cruda ed ironica, perchè mette in relazione una tragedia con un decreto legge del Governo, di rivedere i criteri antisismici al ribasso. Poi, una volta accaduto il terremoto, hanno dovuto per questioni di decenza eliminarli dal decreto, così come ha fatto notare Claudio Fava nella stessa trasmissione di Annozero. Solo gli stolti possono sentirsi offesi, perchè ad offendere non è la vignetta, ma il dramma che la vignetta esplicita. Giovenale e Petronio sarebbero sconcertati da questa baraonda creata ad hoc.
  2. Si accusa una trasmissione, che può piacere o no, di giornalismo di campo.(a me personalmente non piace il modo di gestire e condurre di Santoro, ma mai mi sognerei di togliergli la parola o il diritto di cronaca) .Trasmissioni di propaganda politica e stucchevolmente governista come Porta a Porta vengono osannate dai medesimi soloni inquisitori. Porta a Porta ha creato il suo successo sfruttando il dramma della morte di un neonato, con tanto di plastici per illustrare l’accaduto, ed ora l’autore di Porta a Porta si risente? Bruno Vespa riesce ad affermare che Michele Santoro sia salvaguardato sin troppo. Bruno Vespa che scrive un libro su Berlusconi ogni mese e lo pubblicizza con tanto di appoggio e presenza di Silvio Berlusconi. Esopo penso venga letto poco o nulla dalle parti di Viale Mazzini. E’ un giornalista o un pubblicitario? Un giornalista o uno strillone da inizio XX secolo?
  3. Si riesce a sospendere un vignettista e censurare un giornalista per aver riportato testimonianze scomode alle orecchie di chi vorrebbe far passare il messaggio “va tutto bene Madama la Marchesa“, sebbene si difendano giornalisti complottisti con i servizi segreti come Renato Farina (giornalista di “Libero” di Vittorio Feltri), oppure giornalisti ripetutamente screditati per bufale propagandistiche.
  4. Il manganello piace sempre in Italia: Mussolini tracciò la via ed i suoi pronipoti ne hanno impugnato fortemente l’araldo. NON si deve mettere in discussione il potere, soprattutto quando di mezzo vi sono delle elezioni politiche. (in Abruzzo e all’Aquila in particolare si vota tra un mese… Riuscite ora a capire il nesso logico?)  Gli abitanti dell’Abruzzo sono costantemente presi di mira da avvoltoi, sotto le sembianze di politici e costruttori edili rei di aver costruito edifici non sicuri. Cosa decide di fare però il CDA? Invece di elogiare la schiettezza di una trasmissione,che non si trincerare dietro il facile scudo di “non creiamo polemica in questo momento di commozione generale”, la condanna e la censura. Forse che per alcuni “cronaca di campo == polemica”? Si sta abusando in questo paese del lessico primario; si confondono significato con significante. Ciò che suona scomodo viene trattato come “polemica”. Esattamente come si agisce in un regime dittatoriale, laddove i vili ed i vigliacchi ricoprono sempre le posizioni di maggior prestigio, perchè unico modo per loro di potersi esprimere ai loro massimamente infimi livelli.

E’ una situazione antonomasticamente ipocrita questa: non si vuol concedere agli sfollati, a coloro che hanno perso tutto, che stanno piangendo dei loro cari, un briciolo di verità. Si deve osannare Guido Bertolaso, si deve osannare il Governo, si deve osannare la Madonna e gli Angeli tutti. Guai chi mette il bastone tra le ruote in questa situazione mediaticamente idilliaca per chi sfrutta il motto di Giovenale “Panem et Circenses”.

Per parte mia, ciò che ho intenzione di fare è di BOICOTTARE tutta la televisione generalista italiana. Se già prima non guardavo la televisione italiana con grande frequenza (difficile farlo quando non si possiede un televisore), da ora in poi mi rifiuterò ancora più intensamente.

Se queste persone pensano di potere gestire l’informazione come se fosse un fatto privato, si sbagliano di grosso. Essi hanno bisogno di audience e share per sopravvivere. Ed allora io tolgo loro il “pane quotidiano”: il mio ascolto.

Sono ormai anni che la Rai è alla mercè di personaggi discutibili e sotto scacco del potere politico e soprattutto partitico (c’è una bella differenza). Un servizio di pubblica informazione, pagato con un lauto canone annuale, che sembra più una meretrice al cospetto di Mediaset. Rai 1 è inguardabile per la volgarità dei suoi programmi. Rai 2 sembra un rotocalco di gossip, la cui professionalità sembra vacillare anche dinanzi ai programmi di televisioni private. Rai 3 rimane un’oasi felice, sempre sotto pressione, guarda caso. Tacciata di “comunismo” quando non si hanno altri modi per definire “competenza deontologica” da una parte e “servilismo pinochetista” dall’altro. L’unica rete che tenta di risultare indipendente o quantomeno allineata con ALTRI punti di vista. Cosa che, per alcuni, questo è inammissibile. Solo un pensiero comune deve risultare presente nell’etere. Tutto deve essere omologato.

Ci hanno fatto odiare la Rai. Ci sono riusciti e non ce ne siamo neanche resi conto.

E questi si fanno pure chiamare impunemente “Popolo della Libertà”. Libertà di cosa?

Io smetto di foraggiare chi vorrebbe propinarmi “Istituto Luce” a tutte le ore del giorno e della notte.