Bologna, il candidato sindaco e gli “altri”

Partendo dal presupposto che Cazzola non mi è stato mai simpatico, per il fatto di essere stato presidente della virtus pallacanestro; e si sa che ai tifosi non funzionano molto razocinio e lucidità.

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Mentre i presidenti di società sportive si possono valutare “di pancia” se si è tifosi della squadra opposta, per i candidati sindaci non si può applicare lo stesso metro di valutazione.

E tant’è che mi sono doverosamente informata sul programma di quello che è il maggiore competitore nella campagna elettorale alla nomina di sindaco della mia città.

Già così, il suo programma è molto vago, senza nulla dire e dicendo tutto; ma dopo le proposte consegnate alla stampa, oggi, sul welfare ho capito che forse il mio giudizio “di pancia” da  tifosa non era poi così sbagliato.

A volte, forse, bisogna dare retta alle sensazioni, alle percezioni, ai sentori non propriamente razionali.

Ecco il motivo del contendere: meno tasse alle famiglie normali; gli sconti sulle tariffe comunali vanno bene ma solo alle famiglie “costituzionali” cioè a quelle che hanno contratto un regolare matrimonio religioso o civile. (http://bologna.repubblica.it/dettaglio/cazzola-e-il-welfare-della-normalita/1643058)

Ci è già andata fatta bene, che non ha ulteriormente discriminato tra le coppie sposate con rito di santa romana chiesa e quelle il cui matrimonio è stato sancito “solo” dall’autorità civile; non si parli poi, dio ce ne liberi e scampi, di unioni ancora più anormali, diverse, illecite, immorali ed innaturali quali quelle omosessuali.

Peccato che gli attuali regolamenti comunali e regionali garantiscano uguali diritti alle coppie sposate e alle coppie di fatto; ed, ebbene sì, io quei regolamenti li voglio mantenere.

Ci sarebbe, poi, da discutere su cosa sia la normalità di come il concetto vari nel tempo e nei luoghi; la normalità è una rappresentazione mentale, un dato educativo e culturale, non un dato reale ed oggettivo in sè.

Certo è singolare come al momento, la cultura della normalità e della libertà porti sempre verso una direzione: la libertà e la normalità sono le mie, non quelle altrui, non quelle diverse da me.

Solo la mia è la verità, la libertà, la normalità.