Vaffanbicchiere proprio no!

Vaffanbicchiere no, che di neologismi ne abbiamo fin troppi.

Non è che, in questo paese, vaffanbicchiere sia proprio un insulto intollerabile, sia una parolaccia che lascia allibiti per la volgarità e la sconcezza.

Siamo un paese in cui i politici si danno, pubblicamente e senza mezzi termini, del culattone e del figlio di puttana senza che nessuno faccia un plissè, senza che a qualcuno venga in mente di censurarli in alcun modo.

Siamo un paese in cui i ministri danno del porco ad un’intera città, che vilipendono il tricolore dichiarando che lo utilizzano al posto della carta igenica (ecologico ma poco igenico perchè, probabilmente, loro che sono puri e duri manco lo lavano dopo l’utilizzo).

Siamo un paese in cui il presidente del consiglio dà del coglione a tutti coloro che non votano per lui, dà del minorato mentale e disturbato psichico ai magistrati facendolo passare come una boutade, una provocazione.

Ma vaffanbicchiere, proprio non si regge; non può passare.

E al direttore generale poi, passino gli insulti alla costituzione, al presidente della repubblica, alla bandiera italiana, ai cittadini, ma al DG RAI no!

Soprattutto perchè, dice il direttore generale RAI Masi, Santoro utilizza il mezzo per usi e fini personali.

E qui raggiungiamo l’ipocrisia massima; perchè se volessimo applicare questa normativa a tutti mezza RAI si svuoterebbe.

E con tutto devo dire che a me Santoro mi sta pure un poco antipatico.

L’origine della violenza

Finalmente si è scoperto dove abita la violenza.

Ad Anno Zero.

Nell’ultima trasmissione di Santoro la Daniela Santanchè ha dichiarato che la vera violenza è nella trasmissione RAI rivelando al mondo intero che nell’edizione precedente un bieco individuo, prontamente identificato e cacciato dalla trasmissione, le è vigliaccamente arrivato alle spalle le ha tirato i capelli, facendole volare delle ciocche dei medesimi.

A nulla è valsa la replica, stentata e balbettante, della deputata Angela Napoli che sosteneva che la vera violenza si trova a Reggio Calabria dove non volano i capelli, volano direttamente i bazooka.

Adesso possiamo andare tutti a letto tranquilli, noi poveri stupidi che credevamo che la violenza fosse quella del terrorismo, della mafia, ‘ndragheta, camorra, sacra corona unita, quella degli stadi, quella delle dittature; adesso, finalmente illuminati sulla via di Damasco dalla Santanchè, sappiamo che si trova negli studi di Anno Zero.

Conseguentemente sappiamo anche come difenderci adeguatamente: non andare mai da Santoro o, al massimo, andarci con i capelli come quelli di Zingaretti.

 

 

Libertà di stampa, libertà di parola, libertà di pensiero

Mentre l’attenzione di tutti è concentrata sulle dimissioni di Santoro, si sta mettendo un altro bavaglio alla libertà di espressione di tutti noi non solo per interposta persona.

E’ stato approvato l’art. 50 bis del DDL 773

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiute a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

Non è tanto la punibilità del reato di istigazione a delinquere, che mi pare giusto perseguire adeguandosi ai nuovi mezzi di diffusione, a preoccuparmi  quanto la frase: “disobbedire alle leggi” poichè se una legge è iniqua ed ingiusta ritengo sia corretto disobbedire.

Inoltre, poniamo il caso che io venga a conoscenza, caso alquanto improbabile, di intercettazioni che parlano dell’ammissione di un reato o che venga promulgata una legge che vieti l’omosessualità; bene, io non posso scriverle o criticare, più o meno fortemente la legge, sul mio blog, pur non essendo un giornale, perchè incorrerei nella pena sanzionatoria o detentiva.

Bene, a questo punto, io posso decidere anche di rischiare del mio e pubblicarle ugualmente sul mio modestissimo blog ma non posso giocare sulle scelte degli altri imponendo la pena pecuniaria anche al provider che mi ospita e mi permette di pubblicare.

Inoltre, in base a quali elementi viene eseguito il filtraggio da parte dei Ministeri interessati? poi, non dovrebbe essere un organismo terzo, rispetto a quello che ha emanato la legge, a valutare se le mie parole sono da ritenersi o meno nei termini di legge?

E’ come se fosse il parlamento a valutare e perseguire i reati che sono stati considerati tali attraverso le leggi emanate dal parlamento stesso.

P.S. grazie a Rick per la segnalazione.

P.S. su Santoro:

perchè Santoro non dovrebbe ricevere una buona uscita per il suo lavoro? perchè dovrebbe rinunciare agli emolumenti? e cederli magari a Minzolini e Masi o, meglio, a Vespa che da pensionato percepisce in un anno il triplo di quanto offerto a Santoro.

perchè Santoro dovrebbe continuare a lavorare, magari pure gratis, dopo che è stato in causa con la sua azienda per più di 10 anni, dopo che è stato messo continuamente sotto accusa, dopo che è stato mazzolato a destra come a sinistra?

perchè se, dopo tutto questo, si è rotto le palle e vuole andare altrove a sperimentare altro ha ragione.

Vorrei vedere voi!

Non mi dia del tu

Belpietro, nella puntata di questa sera di Anno Zero, piccato del fatto che il segretario del Pd gli avesse detto che parlando di Giorgio Bocca avrebbe dovuto alzarsi in piedi, ha intimato a Franceschini: “non mi dia del tu!”.

Giusto, insultiamo con classe.

Lei è un emerito farabutto, Lei è un’esimio spaccacazzi, Lei mi faccia la cortesia di andare a morire ammazzato, Lei è un rinomato coglione, Lei è un uomo per male, Lei è un parassita.

Non si dicano più volgarità come tu sei una persona onesta, tu sei un uomo perbene, tu fammi il favore di venire a prendere un caffè con me, tu sei un individuo intelligente, tu sei una persona produttiva.

Come avrebbe detto Totò “ma mi faccia il piacere, mi faccia”.