Se chiudono i pub irlandesi il mondo perde le sue certezze

“Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.

Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po’ rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d’estate.
Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d’inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri”.

Così i Modena City Ramblers descrivono l’Irlanda e vi posso assicurare, per esperienza diretta, che la Guinnes, l’Irish coffee ed il whisky sono, davvero, cose che caratterizzano l’isola verde.

Nelle sere d’estate, per le vie di Dublino, ti ubriachi solo a passeggiare, che dai pub escono fumi di alcol da inebriare anche il più avvezzo dei beoni.

Quindi la notizia che ho ascoltato ieri sera alla radio è una svolta epocale, un vero, radicale, intangibile segno della crisi che coinvolge l’europa intera: in Irlanda sta chiudendo un pub su due.

Ragionandoci, un attimo, ho realizzato che, anche con questa media, il mitico pub irlandese non scomparirà mai; mai, perchè la conformazione di moltissimi paesi e villaggi è questa: 30 case, 1 chiesa, 1 negozio, 1 ufficio postale e 15 pub!

Altra notizia un filino particolare è quella che vede la proposta elettorale di François Hollande, sfidante di Sarkozy, nelle presidenziali francesi: tassazione al 75% per i redditi e le rendite milionarie.

Se lo imparano i tedeschi, che devono fare sempre i primi della classe, mettono una tassazione all’80%; a quel punto i milionari tedeschi scapperanno tutti in Francia, gli sembrerà un paradiso fiscale.

“Is è mo laoch, mo ghile mear
Is è mo Shaesar
ghile mear
Ni fhuras fein aon tsuan as sean
o chuaigh i gcein mo ghile mear”

Dalla cartella al cestino

Io non ho idea se anche voi, cari gestori di blog, avete la percezione che, negli ultimi tempi, lo spam sia aumentato in maniera esponenziale.

A me sta succedendo.

Tutti i giorni mi trovo nella casella dello spam di WP almeno una quindicina di questi messaggi (piuttosto fastidiosi) scritti in tutte le lingue di Babilonia ed in un improbabile italiano.

Non ci sarebbero problemi se, a volte, non finissero nella sezione spam anche messaggi che non lo sono per cui ti tocca tutti i santi giorni andare a controllare senza poter fare la semplice e simpatica manovra di passaggio, diretto, dalla casella dello spam a quella del cestino per la loro definitiva eliminazione.

Ce ne sono di tutti i tipi, dalla pubblicità del sito di vendite in Thailandia, a quello che promette mirabolanti carte di debito negli USA, a quelli degli immobiliarsti francesci (e, questa, per me almeno ,un senso ce l’ha); quello che però va per la maggiore e non manca mai, ma proprio mai è lo spam che pubblicizza il Viagra e/o il Cialis.

Nelle lingue a caratteri occidentali lo capisci anche se sta scritto in ungherese, mentre per quelli scritti in arabo, cinese, russo vai un po’ a sentimento di intuizione.

Oggi ne ho trovato uno in un italiano esilarante che diceva: “che cosa è il Viagra? Il Viagra è un supposte consueto attraverso maneggiare la alterazione erettile mascolino, elenco altresì quanto ED se no incapacità. Si presenta su schema per anticoncezionale, molti famosa direzione la penetrante degli età 90 quando il provento fu rilasciato verso la anticipatamente circostanza al notorio. Utilizzando sostanze chimiche specifiche, il medicina contribuisce a rimandare le prova sessuali degli uomini ed è il miglior galenico del mercato secondo ingrandirsi la efficacia sessuale mascolino”.

Credo che la frase vada analizzata poichè si presta ad equivoci ilari.

Già la descrizione del farmaco “supposte attraverso maneggiare la alterazione erettile” sembra una battuta; il traduttore automatico non capisce che parlare di supposte per le alterazioni erettili dà idee che a Giovanardi farebbero venire i brividi lungo la spina dorsale.

La “famosa” direzione per di più penetrante dovrebbe essere chiara ai più, a meno che non si voglia supporre che sia quella del novantenne che notoriamente ha forti capacità anticoncezionali poichè 1) non ce la può fare 2) anche se ce la fa non ha più uno spermatozoo, che sia uno, vitale ed in grado di muoversi di mezzo millimetro.

Perla vera è la frase: “a rimandare le prova sessuali degli uomini” che, dico io, vanifica tutta l’incomprensibile spiegazione precedente: per rimandare la prova sessuale è sufficiente non prenderlo, il viagra; perchè impasticcarsi per ottenere lo stesso identico risultato?

La chicca finale è “ingrandirsi la efficacia sessuale mascolino”; in certe circostanze hai voglia di prendere viagra per ingrandire l’efficacia…

Sono sicura che dopo questo post lo spam aumenterà esponenzialmente!

Articoli disarticolati

Vanno di moda le discussioni sugli articoli; aricoli derminativi, articoli musicali, articoli costituzionali.

Il rapper J-Ax contesta il nuovo inno del PDL per plagio, i lavoratori contestano il governo per la cancellazione dei diritti.

Berlusconi contro gli Articolo 31

Monti contro l’Articolo 18

Io, moglie di un “mobile”

La cassa integrazione, la messa in mobilità sono concetti che, sentiti nei racconti, ti mettono ansia, ti coinvolgono; ne cogli l’angoscia e la disperazione.

Nonostante tu sappia che sono cose che possono, in questo momento più che mai, capitare a chiunque, sotto sotto, in fondo in fondo, non pensi davvero che possano capitare a te.

Invece capita e succede.

Succede che, nonostante l’esperienza, l’alta professionalità, le responsabilità che ti sei accollato, un giorno, a sessant’anni, ti arriva una telefonata con cui sei convocato in sede per importanti comunicazioni.

Succede che all’incontro, ipocritamente e maliziosamente, ti dicano che apprezzano moltissimo il lavoro che hai svolto, che sei un elemento prezioso dell’organizzazione aziendale, che l’esperienza maturata è un bene, ma che la crisi colpisce e morde duramente e, quindi, dal mese prossimo sei posto in mobilità.

Sei in mobilità perchè hai un sacco di anzianità di servizio, hai un sacco di benefit, hai un livello retributivo alto e quindi, all’azienda, costi un botto.

Ti trovi, improvvisamente, a fare i conti con quell’età anagrafica che è troppo poca per la pensione e quell’età lavorativa che sembra troppa all’azienda.

Come in tutti gli stati shock sei inizialmente anestetizzato, quasi inconsciente della portata dell’accaduto, poi un poco alla volta realizzi l’accaduto e pensi ai cambi di prospettiva, alle modifiche delle abitudini, alle variazioni di status.

Pensi a come poter mettere rimedio alla situazione e ti accorgi che puoi fare ben poco perchè ti trovi, per tre anni, costretto all’immobilità del non poter fare altro che accontentarti dello stipendio “mobile” senza altro che attendere il passare del tempo perdendo l’aggiornamento necessario al lavoro che hai sempre fatto e che sempre ti è piaciuto.

Sei cristallizato in una situazione immobile con l’unica alternativa del licenziamento; quindi hai l’opzione tra la corda e la pistola.

In queste condizioni fare la moglie del mobile è altrettanto complesso.

Perchè oltre agli stessi problemi pratici del mobile hai pure l’onore di mantenere l’ottimismo, devi inventarti e prospettare alternative, devi trovare il positivo nel negativo.

Una fatica doppia anche per me che ho un marito che non ha mai considerato il lavoro come il fulcro della sua vita, non ha mai considerato il lavoro come la realizzazione di un’esistenza, non hai mai pensato a se stesso come il pater familiae che tutto deve controllare e mantenere.

Come diceva Cesare Pavese: lavorare stanca, ma non avere un lavoro, per altrui imposizione, stanca ancora di più.

Cara agenda

Cara agenda.

L’agenda è, in fondo, una sorta di coperta di Linus per moltissime persone; ne ho conosciute che si sono disperate fino allo sfinimento alla perdita della loro amato e preziosissimo contenitore di frammenti, memorie, giornate intere.

Ma non era solo in questo senso che intendevo “cara”.

Abbiamo speso, proprio noi cittadini, la meravigliosa somma di 300.000 euro (non ho sbagliato neppure di uno zero) per comperare le agende ai senatori.

Cavoli, viene da pensare, ma di che son fatte ‘ste agende? di pelle umana, come la mitica poltrona del capo di Fantozzi?

Quasi.

Si tratta infatti di agende di elevatissima fattura, con la copertina in pelle nera (per quelli di destra) o rossa (per quelli di sinistra) mentre il centro si deve adattare, con bassorilievo del logo “S” sulla copertina e con “tagli, cuciture e rifiniture da effettuare a regola d’arte” (come recita il bando bando della gara d’appalto); a ogni senatore ne spettano di diritto dieci esemplari (tre da tavolo e sette tascabili) da distribuire o regalare.

Ergo 3150 agende (?!?).

Scusate, ma non ne bastavano due (ad essere larghi), una da tavolo ed una tascabile? poi perchè questi devono regalare agende che abbiamo pagato noi?

Già questa cosa, presa così, fa abbastanza girare gli zebedei, ma quel che è peggio che tutte queste agende contenevano un paio di “errorini” mica da poco:

1) i mesi di marzo, aprile, maggio e metà giugno non compaiono nelle agende; si fa un mirabolante salto mortale triplo carpiato, passando dal 29 febbraio al al 21 giugno

2) i mesi di luglio ed agosto ricompaiono, come una novella estate di San Martino, dopo il 10 ottobre.

Forse, a ben pensarci, mica sono poi errori, semplicemente un adeguarsi ai ritmi di lavoro dei nostri deputati: un gran casino per non fare una minchia.

Magari qualche problema, forse, una agenda del genere può crearlo in quelli che l’hanno ricevuta in regalo (da noi).

Berlino capitale

Quando Berlino diventa capitale cominciano i guai.

La Germania ha trovato un sistema migliore delle camere a gas per sterminare i popoli.

Concedere prestiti obbligandoli a comprare le proprie armi.

E chiedere anche gli interessi.

Diverse epidemie

Stranamente quest’anno non ci sono allarmi di epidemie, pandemie, influenze di varia natura.

O meglio, non ci sono stati allarmi in Europa e nel mondo occidentale, il mondo ricco, perchè solo quelle ci interessano.

Ma le cose non stanno esattamente così.

In Centro America sta avanzando rapidamente una malattia che sta mietendo moltissime vittime; sono vittime particolari: i lavoratori della canna da zucchero.

Una sorta di malattia professionale diffusa, una piaga per la popolazione locale, che colpisce i reni, porta in pocho tempo alla dialisi e alla morte; è dovuta alle condizioni di lavoro a cui sono sottoposte le persone.

Sono esposti alle sostanze chimiche utilizzate nella coltura ed utilizzate senza nessuna protezione ed in concausa con il fatto che i lavoratori stanno ore sotto il sole rovente senza idratazione.

L’estrema disidratazione, lo stress termico e l’esposizione ad agenti chimici, negli anni, danneggiano i reni in modo irreversibile.

Ma poichè questa malattia non si propaga nei paesi occidentali non interessa, come non interessava a nessuno l’esposizione all’amianto.

Forse finchè qualcuno non pagherà di tasca propria.

 

La Birkin olimpica

Per certi versi trovo imbarazzante essere d’accordo pienamente, totalmente ed incondizionatamente con Monti.

Eppure il discorso con cui ha declinato l’invito alla candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020 è di un buonsenso disarmante: non possiamo permettercele.

Sarebbero pure belle ehh, ma proprio “bambole non c’è una lira”, dobbiamo tirare la cinghia su tutto (ed anche di più), le olimpiadi costano un patrimonio ed ingrassano i palazzinari e fanno lievitare i costi dovuti alla corruzione endemica del nostro paese (questo lo dico io, ma era tra le righe).

Ma poichè il discorso era troppo ragionevole i nostri politici, a destra e pure a sinistra, non l’hanno capito; troppo lineare e poco demagogico.

Cicchitto che è un esperto di buchi pontifica: “La rinuncia a sostenere la candidatura di Roma è un grave errore. Sappiamo benissimo che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perché si verificasse la prima di queste due ipotesi”.

Ecco caro Cicchitto il problema sta proprio lì, sul come sono impostate e gestite e, come sarebbero impostate e gestite, in questo paese lo sappiamo, purtroppo e non per sentito dire, benissimo.

Matteoli, amante delle cricche e dalle stesse amatissimo, dichiara: “Il Pdl, partito fondamentale per il governo, non può accettare il no di Monti”.

Te credo che non lo può accettare, che poi Balducci, Bertolaso & Co. come diavolo fanno ad incrementare i bilanci?

Fino ad arrivare al vicepresidente dei deputati Pdl, Maurizio Bianconi, per cui “ridurre la candidatura di Roma pura questione monetaria e, quel che è più grave, valutarla come “rischio dei denari dei contribuenti”, è spia di una cultura modesta, strabica, meramente economicista, gregaria degli interessi della finanza, antinazionale, perniciosa per la comunità”.

Oh, forse ha ragione perchè Bianconi di cultura modesta se ne intende.

Ah gente, anche a me piacerebbe una Birkin di Hermes ma siccome costa un botto da 7.000 euro non me la posso permettere, come l’Italia non può permettersi le olimpiadi; facciamocene una ragione.

Allora non avete capito un cazzo

Io amo Enrico Berlinguer non solo per le idee, ma non proprio tutte che qualche cantonata l’ha presa pure lui (come è umano che sia), lo amo anche per la faccia che si portava appresso.

La faccia di rughe, di pensiero, di dignità come sono quelle di tanti di noi, che si arrabattano per lavorare, mantenere se stessi e la famiglia senza rubare, ingannare e fottere nessuno.

La faccia di chi non ha lifting fisici e morali, di chi non ha bisogno di rifarsi una verginità perduta o mai posseduta, la faccia di chi ha mantenuto i propri ideali pur cambiando idea su tante cose.

La faccia di chi non è un D’Alema, un Violante, un Bersani qualunque che dalla storia recente (che quella antica, o soltanto più vecchia manco sanno se è esistita) non hanno imparato nulla, proprio nulla.

Siamo di nuovo e nuovamente all’inciucio con Berlusconi, con Alfano, con Cicchitto senza che ai responsabili del PD passi per la testa l’idea di essere nuovamente fottuti e rimanere, per l’ennesima volta, con un pugno di mosche e l’ennesima figura dei pistola.

Possibile che l’esperienza della bicamerale, del patto della crostata non abbiamo insegnato, almeno un poco, a diffidare della controparte? che non li abbia minimamente sfiorati l’idea di fare il gioco altrui? che li abbia un poco vaccinati dall’ingenuità di credere a tutto e a tutti?

Possibile che non si debba, mai, ascoltare la base del partito, tutti gli iscritti ed i votanti che li implorano di prendere un’altra strada, di andare da un’altra parte? possibile che i milioni di italiani che ancora ci credono stiano sbagliando tutti (che, statisticamente, non è neppure probabile)?

Troppi interrogativi, mi viene da pensare che, in realtà, i capi del partito abbiano una fottuta paura di governare, di prendere decisioni, di rischiare la faccia e soprattutto abbiano il terrore di vincere le prossime elezioni.