Buone maniere

Domanda del giornalista: “ha sentito i complimenti che Monti ha rivolto a lei e a Letta?”

Risposta di Berlusconi: “ha fatto bene, li meritiamo”

Capisco il fatto che possa esistere un galateo istituzionale a cui Mario Monte si attiene, passi l’educazione (a volte l’ipocrisia) che porta a pronunciare frasi che non pensi.

La risposta avrebbe dovuto seguire lo stesso galateo istituzionale e più o meno doveva essere, di questo tenore: “ringrazio il prof. Monti per l’apprezzamento dimostrato” dimostrando la stessa educazione o la stessa ipocrisia (che, sicuramente, lo avresti, in realtà preso a calci nel sedere).

Evidentemente Berlusconi non è mai stato piccolo o aveva genitori che non gli hanno insegnato che chi si loda si imbroda.

Il nano tedesco

Forse in Italia raggiungiamo il massimo perchè all’inscipienza uniamo l’arroganza, la supponenza ed il malaffare, ma, attualmente, in nessun paese europeo od occidentale esiste una grande classe politica.

I paesi europei ed i grandi paesi del mondo non hanno donne ed uomini politici che siano veramente tali.

Neppure Monti ed il suo governo sono capaci di una visione del futuro, di un’analisi ad orizzonte largo su quello che davvero servirebbe.

Non lo è Sarkozy che di un suo illustre predecessore ha soltanto l’altezza e la spocchia e di Berlusconi l’egocentrismo.

Non lo sono tutti i primi ministri greci che si sono avvicendati turbinosamente, sempre più avviluppati in una crisi senza uscita per mancanza, anche, di coraggio e di orgoglio, sempre più schiavi della troika del FMI, della BCE e della UE.

Non lo è Netanyahu chiuso in un provincialismo molto simile a quello della Lega, che si sente accerchiato non tanto e non solo dal mondo arabo, ma proprio da quel mondo arabo che tenta di divenire democrazia; quella democrazia voluta a parole che lo priverebbe dell’esclusiva di caposaldo contro l’islam e, soprattutto, lo priverebbe delle enormi sovvenzioni americane.

Mi dispiace dirlo, ma non lo è neppure Obama che avrebbe buone idee di base ma manca di afflato e convincimento.

Manca, soprattutto, alla Germania.

La signora Merkel, come governante della potenza egemone in Europa, pare più un commerciante dedito a salvaguardare il proprio gruzzolo che ad espandere il mercato.

Lo si è visto benissimo nella gestione della crisi greca dove ha praticato la politica dei piccoli passi che ha prodotto un costo enorme per Europa e Germania senza che questa spesa fosse determinante e risolutiva.

Non capisce che la speculazione non è solo sulle cenerentole europee, si chiamino Grecia, Italia o Spagna, ma soprattutto sull’euro in un allucinante effetto domino che uno alla volta abbatterà tutti gli stati come i birilli sul velluto verde di un biliardo mondiale.

Quello che la Germania, tutta, non comprende è che, in una politica ed in una economia globalizzata, nessuno può giocare di rimessa interessandosi soltanto del proprio orto e delle proprie paure egoistiche.

Ci vorrebbe una visione di vera politica, una costruzione di un’Europa politca ed economica e non soltanto monetaria; un governo centrale eletto dai cittadini europei che abbia un unico ministero degli esteri, dell’economia e della finanza.

Ma ci vuole un coraggio che la Germania e la Merkel non possiedono e, tanto meno, hanno il supporto degli altri paesi e negli altri paesi ripongono fiducia.

Immaginatevi se avesse dovuto, la Merkel, riunificare le due Germanie come fece Kohl nel 1990 dopo la caduta del muro di Berlino… non l’avrebbe fatto mai impegnata a calcolare quanto avrebbe speso senza, minimamente, considerare quanto avrebbe guadagnato poi.

Rallegriamoci della caduta del governo di Berlusconi, che un primo passo lo è, ma non guardiamoci solo l’ombelico; guardiamo oltre, a tutti quei paesi che ci sono vicini di casa e che stanno percorrendo una strada difficilissima, guardiamo a tutti i paesi che di questo nostro mondo fanno parte a cui siamo, ormai, indissolubilmente legati da un filo di causa ed effetto.

Pubblicità progresso

Internauti che attraversate la mia galassia vorrei darvi un consiglio.

Fate una sosta presso questo nuovissimo blog Clamm Magazine in cui si trattano argomenti di musica, arte, cinema, moda, letteratura, cinema, teatro e cucina.

Sono sicura che vi piacerà perchè “è tempo di ricordarsi che la civiltà vive sulla cultura e che questa non deve essere trascurata”.

 

La fortuna ed i complotti

In genere, io non ho una mente complottista.

Si fa troppa fatica a vedere motivazioni di congiura dietro ad ogni cosa, e spesso, l’esistente accade per caso ( ed in più io sono una persona molto pigra).

Le cose curiose accadono senza che nessuno ci metta lo zampino.

Esiste però la fortuna.

Quindi è stata solo fortuna che ieri, dopo l’annuncio di prossime dimissioni di Berlusconi, da parte di Ferrara e Bechis lo spread si sia abbassato, e solo fortuna che le borse, al medesimo annuncio, siano schizzate in alto.

E, quindi, è solo fortuna che in questa altalena le società del presidente del consiglio abbiano guadagnato un sacco di soldi.

E un poco di fortuna era proprio necessaria dal momento che, negli ultimi mesi, le società berlusconiane hanno perso una barcata di soldi.

Meglio conoscerlo da giovani

Il signor Pene e la signora Vagina sono, generalmente, fatti l’uno per l’altra, se la intendono naturalmente senza bisogno di grandi discorsi ed eccessive sovrastrutture.

Hanno una comunione d’intenti come raramente capita in altre umane o disumane vicende.

Sia il signor Pene che la signora Vagina hanno, pure, delle potenzialità che, talora, ai loro possessori rimangono nascoste per lunghi, lunghissimi anni o anche per sempre.

Se le indubitabili possibilità vengono subito scoperte oppure mai non si pone problema alcuno e tutto procede nei binari tracciati.

Il guaio, e grosso, capita quando queste potenzialità nascoste vengono scoperte tardi.

E’ un patatrac di colossali proporzioni; nella vita privata hanno lo stesso potere distruttivo e destabilizzante del default in uno stato sovrano.

Le storie, vere, parallele che vi racconterò proprio questo andranno a dimostrare.

C’era una volta un signor Pene, non proprio giovincello, che aveva una vita economica molto agiata, una vita professionale particolarmente soddisfacente ed una vita sociale fatta di una moglie e moltissime amicizie altolocate.

Il nostro signor Pene, pio, cattolico e devotissimo a santa romana chiesa, viveva così, sereno, inconsapevole che il fato, cinico e baro, gli stava preparando un diabolico tranello.

Una bella mattina di primavera (che anche la stagione aveva tramato con il destino nel momento di risveglio a nuove vite) incontra sulla sua strada una signorina Vaginella che le proprie potenzialità le aveva già scoperte tutte e che, con una banale scusa, lo accalappiò, lo confuse, lo circuì e fece cadere barriere di protezione ed abitudini.

Fu così che il signor Pene si accomodò nella signorina Vaginella e ne scoprì tutte le delizie.

Da queste potenzialità fragranti, odorose, dolci, piccanti e vibranti egli fu completamente tramortito, talmente impastato da lasciare la sua, ormai ex, vita agiata, professionale, altolocata e maritata per andare a vivere con lei; fu scomodata anche santa romana chiesa per far tornare all’ovile, a più frigide e consone abitudini, il reprobo fuorviato.

Tutto fu tentato, ma nulla fu risolutivo.

Ma si sa che la signorina Vaginella proprio perchè giovane e di buone conoscenze non aveva certo voglia, sempre e per sempre, dello stesso inquilino; al contrario, lui, aveva sviluppato l’insana e fatale idea che solo quella signorina Vaginella avesse poteri e capacità.

Fu così che poco dopo la signorina Vaginella spiccò il volo verso altri lidi ed il signor Pene tornò, mogio e con la coda tra le gambe, dalla moglie che lo riprese facendogli pagare a caro prezzo quell’unico assaggio di capacità.

La signora Vagina, anch’essa attempata aveva una vita economica normale, una vita professionale modesta e dignitosa  ed una vita sociale fatta di marito e poche, antiche amicizie.

Anche la signora Vagina viveva tranquilla e serena una vita fatta di piccole cose come succede alla maggioranza di noi; anch’essa incline a non considerare possibili eventi catastrofici.

Passava le sue giornate tra lavoro, casa, amicizia, lavori domestici finchè un giorno si propose, con i sudati risparmi, di andare in Africa per vedere un poco di mondo.

Anche in questo frangente il destino si fece aiutare dalla natura e, vuoi le torride atmosfere equatoriali, vuoi le lunghe notte insonni per il caldo, mentre passeggiava sulla spiaggia inciampò nel signorino Pennello e cadde distesa.

Tornò in Italia e già sull’aereo era nostalgica delle competenze e delle possibilità, del tutto inaspettate, del signor Pennello e soprattutto, stupita delle sue potenzialità.

Resistette per qualche mese, poi vinta dalle durezze africane ritornò nel continente nero; così fece per altre tre o quattro volte finchè convinta di non potere tarpare le ali, continuamente, alle sue possibilità volò definitivamente via ed accolse in casa sua il signorino Pennello.

Poichè la signora Vagina era più coraggiosa, o più incosciente, del signor Pene divorziò dal marito e lasciò il lavoro convinta che il Pennello non avrebbe mai mancato di colore.

Ma come era successo alla signorina Vaginella, anche il signorino Pennello aveva altri spazi di sperimentazione e cercò altre tele su cui dipingere andando fuori dai contorni.

La signora Vagina dovette tornare al paese natio, sgombrare la casa dall’ingombrante presenza.

Il marito la voleva anche riprendere, ma lei non si abbassò più a prendere in considerazione gomme e bianchetti.

Mantenne nel ricordo quell’unico ed irripetibile Rembrandt, mangiando fichi secchi con l’llusione di aver composto, almeno una volta, un capolavoro.

Bisogna conoscere le potenzialità del signor Pene e della signora Vagina per evitare e dribblare il gioco impudente e truffaldino del caso.

Conoscere le potenzialità è necessario per evitare di mettere a soqquadro la vita imparando a prenderli, anche volentieri, per quello che valgono.