Venditore di tappeti

L’ingenuità dei lampedusani mette quasi tenerezza.

Sono stati sul piede di guerra fino a ieri sera, si trovano con profughi e clandestini in ogni angolo, sono pieni di spazzatura, sono assaliti dalla paura, rischiano qualche malattia, sono quasi senz’acqua eppure stamattina erano tutti contenti e giulivi.

Era arrivato Silvio il Salvatore che ha promesso di proporre Lampedusa al Nobel per la pace, ha detto che riempirà l’isola di verde (tra le altre cose, immagino, mandando a farsi fottere l’eco sistema), gli metterà un campo da golf ed un casinò e soprattutto che tra 48-60 ore l’isola sarà abitata solo da lampedusani.

Inoltre ha già comprato una casa a Lampedusa sulla costa francese (che la geografia ha da essere un’opinione) attaccandosi ad Internet (immagino facendo una ricerca su Gogol) durante la notte.

Non ho capito come fa fatto a farlo durante la notte a trovare un notaio per stendere l’atto di compravendita, potenza del denaro o potenza della credulità?

Sono proprio tanto, ma tanto ingenui e commoventi; bastava fare una qualche telefonata all’Aquila per sapere se a distanza di parecchi mesi avevano un campo da golf, un casinò ed un concittadino presidente del consiglio perchè sono le stesse identiche cose che ha promesso ai terremotati.

Sono anche dei temerari, appena Berlusconi ha promesso la dipartita dei profughi in 48-60 ore si è messo in moto il mare che sta ingrossando e che non permetterà alle navi di partire con il loro carico umano.

L’ingenuità va bene, ma la sfiga di Berlusconi ha colpito ancora.

Opportune tempistiche

Cicchitto suggerisce all’opposizione di non manifestare durante le votazioni del parlamento.

Ottimo, si deve manifestare quando la camera è vuota, così non si disturba.

Inoltre consiglio di fare manifestazioni bipartisan.

Metà pro, metà contro.

Metà fischia, metà applaude.

Inviti

Nicholas Sarkozy da Parigi.

David Cameron da Londra.

Angela Merkel da Berlino.

Barak Obama da Washington.

Manca qualcuno?

Tutti insieme appassionatamente per una video conferenza sull’intervento dei “volenterosi” (che razza di nomi), in Libia; manca solo Silvio Berlusconi da Roma, lui non è stato invitato e la nostra diplomazia ha saputo della videoconferenza soltanto un quarto d’ora prima dell’inizio.

Hanno aspettato fino all’ultimo per evitare di trovarsi nella situazione di Lerner, di Floris con una chiamata da un non invitato alle trasmissioni.

Togli un posto a tavola…

Le donne ed il lavoro

Qualche giorno fa ho partecipato ad una riunione sindacale in cui si discutevano le nuove regole del lavoro part time a seguito del decreto Brunetta.

Senza entrare nel merito della normativa, ovviamente peggiorativa rispetto alla precedente, mi ha colpito, sfavorevolmente, un elemento lampante.

All’incontro erano tutte donne, o quasi.

Non ho sentito nessuna che dichiarasse di aver chiesto il contratto a tempo parziale per fare un secondo lavoro o per avere più tempo per lo shopping e la palestra.

Raccontavano, tutte, a grandi linee, la stessa storia: figli piccoli da accudire, portare e ritirare dagli asili, genitori e/o suoceri anziani da badare.

Per i pochissimi uomini presenti (5/6 su un centinaio di donne) la trasformazione da tempo pieno a tempo parziale era stata fatta per svolgere, regolarmente, un secondo lavoro.

Al che sorge spontanea una domanda: ma i figli, i genitori anziani, gli suoceri bisbetici sono solo delle donne? Solo loro hanno procreato i figli, solo loro sono nate da genitori?

A quanto pare sembra proprio di sì, perché solo ad esse è demandato, per decreto divino, immagino, questo tipo di impegno e di lavoro non retribuito.

Per come è strutturato il mondo del lavoro in Italia chi fa il part time è destinato a rimanere inchiodato nella posizione di partenza, è condannato a non fare carriera e a non avere significative progressioni economiche: facendo una naturale ed ovvia equazione risulta: part time = meno carriera, part time = donna ergo donna = meno carriera.

Lo sconcertante è che tutto ciò è risultato naturale alle stesse donne presenti, tanto che un mio intervento volto a far rilevare la cosa, non è piaciuto per nulla.

Il problema non è soltanto o non solo rivedere la normativa sul part time quanto piuttosto creare strutture sociali, asili e centri di assistenza, che permettano alle donne di non essere costrette a scegliere tra il lavoro e la carriera ed i figli e i genitori.

Se poi cambiasse la mentalità e l’impostazione di uomini e donne sarebbe ancora meglio, ma se la prima strada la trovo complessa, la seconda mi pare ardimentosa.

Demos e kratos

Nella nuova querelle scoppiata in questi giorni tra Alessandra Mussolini e la modella Bianca Balti (vedi qui per sapere di cosa si tratta), io sto con la Mussolini.

E basta con questo sistema che uno si sveglia alla mattina e può dire tranquillamente tutto quello che gli passa per la testa senza subire ripercussioni, ad esempio sul lavoro.

E’ ora di smetterla e finirla con questi arcaici sistemi politici, non è che possiamo continuare a vivere con regole inventate migliaia di anni fa in un paese ai limiti della extracomunitarietà.

Bisogna svecchiare la politica, non relegarla a sistemi primitivi ed ormai, francamente, superati dall’evoluzione politica e civile dei popoli.

La democrazia è un metodo ormai superato, come ben sa una come la Mussolini che non per niente porta cotanto cognome rendendogli un lecito e doveroso omaggio.

Quindi il grido di battaglia politica d’ora in poi sarà: basta con la demos e la kratos, arridateci Belen!

La ricchezza degli anta

Argento nei capelli

Oro nei denti

Pietre nei reni

Zucchero nel sangue

Depositi di olio e grasso nelle anche

Piombo nei piedi

Ferro nelle articolazioni

E una fonte inesauribile di gas naturali

Chi l’avrebbe mai detto

che a partire dai quarant’anni

saremmo arrivati ad avere

così tanta ricchezza.

Un saluto a tutti i miei amici

ricchi!

Arlecchino servitore di due padroni

Non c’è nulla da fare.

Quando qualcosa è scritto nel Dna non c’è santo che tenga, prima o poi viene fuori nonostante gli sforzi ed i tentativi.

Questo vale anche per le nazioni e non soltanto per i singoli.

Se fosse mai possibile fare una mappatura del genoma nazionale verrebbero fuori, oltre ad alcune caratteristiche positive, anche altre che lo sono decisamente meno: il pressapochismo, la furberia (e non la furbizia), e soprattutto il tradimento.

Se osserviamo il nostro passato remoto e prossimo ed il nostro presente troviamo il tradimento come una costante dei nostri rapporti internazionali; proprio non ce la facciamo a stare coerentemente, responsabilmente e scientemente dalla stessa parte.

Noi ondivaghiamo, tradiamo e cambiamo schieramento ad ogni mutar di fronda o meglio ad ogni mutar di interesse e di sollecitazione.

La prima guerra mondiale è stata la madre di tutti i tradimenti; avevamo un patto pluridecennale e solidissimo con Austria e Germania, nel 1914 allo scoppio delle ostilità mentre dichiaravamo la nostra neutralità patteggiavamo col nemico per trovare un buon ingaggio contro austriaci e tedeschi.

Lo stesso accadde con la seconda guerra mondiale; nel luglio 1945 Badoglio dichiarava dichiarava che la guerra continuava a fianco dell’alleato germanico, ma ecco che nel settembre del 1945, quando ormai i tedeschi avevano invaso il paese chè di noi non si fidavano, avviene il salto della quaglia e passiamo a piè pari con gli alleati.

E per fortuna che ci furono i partigiani a salvare quel che restava della dignità del paese.

Qualche anno dopo, nel 1949, il governo De Gasperi decretò l’entrata del paese nel patto Atlantico alleandosi con gli anglo americani che avevamo combattuto fino al 08 settembre del 1945 e di cui avevamo detto peste e corna.

Durante la guerra del Kossovo, alla fine degli anni ’90, ministro degli esteri D’Alema, ecco che ci mettiamo a bombardare, con insospettabile fedeltà alla Nato,  quel che restava della Jugoslavia con la quale avevamo sempre intrattenuto ottimi rapporti economici, culturali e turistici.

Ed ora ci mettiamo, forse, a bombardare la Libia con la quale pochissimo tempo fa abbiamo firmato un trattato di ferro col quale ci impegnavamo a non fornire neppure le basi militari per azioni offensive fatte da altri.

Da Metternich a Bonaparte, da Bismark ad Eisenhower ci siamo conquistati sul campo la fama di arlecchini servitori di due o più padroni.

Il tradimento, il doppio gioco, l’pportunismo sono nel nostro Dna tanto che le diplomazie internazionali non ci hanno mai preso, veramente, sul serio e molti hanno anche riso del nostro paese squalificato nel consesso mondiale.

Poche idee, ma ben confuse

Ieri Napolitano ha dichiarato che non siamo un paese in guerra.

Oggi Berlusconi non si è presentato in tribunale per il processo Mills perchè siamo un paese in guerra.

Ho le idee confuse.

Siamo già in crisi energetica ed andiamo a corrente alternata?

Oh, ragazzi

Io mi ero fermata a: non stiam mica qui a pettinare le bambole.

Non avevo avuto altri moti di fantasia, voli pindarici; ma c’è anche da dire che non sono Bersani.

Allora ho voluto fare una raccolta utilizzando le copertine di Maurizio Crozza a Ballarò, Crozza è talmente ispirato che, ad un certo punto, non si capisce più se è Crozza che prende spunto da Bersani o non sia, piuttosto, Bersani che attinge da Crozza.

Ecco quello che ho trovato.

Oh, ragazzi siam pazzi, siam mica qui a fare l’elemosina all’uranio impoverito. Ragazzi se il nocciolo è radioattivo, ma figurati l’oliva.

Oh ragazzi, è l’ora di mettere all’ordine del giorno non l’immunità, ma regole, onestà e sobrietà, ragazzi. Non siam mica qua a piallare il naso a Pinocchio.

Oh ragazzi, non siam mica qui a fare il parmigiano con il latte di soia.

Oh ragazzi, siam pazzi? quando la gallina fa l’uovo non dice mica se ci brucia il culo.

Oh ragazzi, se piove piove per tutti.

Oh ragazzi, siam mica qui a cambiare gli infissi al colosseo.

Oh ragazzi, siam pazzi? non siam mica qui a fare il pane con il lievito padre.

Oh ragazzi, siam mica qui a togliere le parti grasse alla salsiccia, porco boia.

Oh ragazzi, siam mica qua a fare il solletico alle formiche.

Oh ragazzi siam pazzi? un premier che dà tutti quei soldi ad una igenista dentale? ci deve pensar la mutua.

Oh ragazzi, non siam mica qui ad asciugarci i capelli con l’i-phone.

Oh ragazzi, non siam mica qui a chiudere il buco dell’ozono con un tappo di sughero.

Oh ragazzi, ma non avevam detto che quelli con la tuta blu eran puffi?

Oh ragazzi, non siam mica qui a passare il folletto nel sahara.

Oh ragazzi, porco boia, non siam mica qui a smacchiare i giaguari.

Oh ragazzi, siam mica qui a togliere l’uva passa dal panettone.

Oh ragazzi, siam mica qui a pettinare la coda della stella cometa.

Oh ragazzi, bisogna tirarsi su le maniche che c’è da ritinteggiare la barca di D’Alema.

Oh ragazzi, siam pazzi, il PDL non c’è più, ma noi siam sempre stati avanti, perchè, oh, il PD non c’è mai stato.