Prima mai, ora sempre

Stamattina sono andata al solito bar a fare colazione, mentre leggevo il giornale locale, tra un morso alla brioche e un sorso di capuccino partono le note di Luci a S. Siro di Vecchioni.

Ieri pomeriggio, mentre ero al supermercato tra la frutta ed il pane sento la canzone di Vecchioni.

Ieri l’altro, in centro, in un negozio di abbigliamento dove si intruppano ragazzini, odo la melodia della canzone di Vecchioni.

E’ diventata un tormentone, la sento ovunque, la orecchio dappertutto.

Che uno come Vecchioni vada a Sanremo non mi da alcun fastidio e neppure un poco mi scandalizza, sebbene fossi un poco perplessa sulla scelta, ed è anche giusto che uno come lui provi a sdoganare canzoni non propriamente commerciali; potrebbe anche considerarsi come un atto di umiltà, una messa in gioco di se stessi, un scendere dagli altari.

La promozione della canzone vincitrice di un sanremo credo sia prevista dai contratti ed allora mi va bene anche vedere Roberto in qualunque trasmssione musicale; ci sta pure che vada all’Infedele di Gad Lerner a parlare di stati dittatoriali, di democrazia ferita, lo ha sempre fatto nelle università, nelle scuole e nei concerti.

Ma a Ballando con le Stelle, no!

Che cazzo c’entra con prove di ballo e varietà che niente hanno a che vedere con la musica, con la canzone o con l’impegno uno come lui, uno che scrive della Bellezza, di Alessandro, di Rimbaud e Verlaine, di cose perdute e ritrovate, del sogno, delle emozioni e della vita con un linguaggio ironico, favolistico e mitologico?

Io capisco anche l’euforia di essere cercati, lo stordimento da notorietà nazionale mai provata prima, ci metto pure un sano senso di divertimento e di cazzeggio senile, ma chiedo a Roberto di non esagerare, di non passare il labile confine tra la popolarità, meritata e conquistata tardivamente, con il successo mediatico e superficiale.

Non lo dico per snobismo; lo dico perchè di quest’uomo amo tutto.

Amo le sue parole, amo le sue idee, mi piace persino il suo aspetto fisico (sebbene adone non sia, e non sia stato mai), mi piace il suo incedere timido, mi piacciono le sue labbra strette, mi piace ogni solco profondo del suo viso, amo quando si commuove parlando di Pessoa, amo quando sorridendo alza leggermente il sopracciglio.

Amo la sua capacità di creare visioni, di illuminare emozioni con le sue parole, amo la sua voce che regala suggestioni, che tocca le corde della mia emozione.

Perchè io, quando di un uomo amo le sue parole amo tutto.

E proprio per tutto questo, anche se pure nelle trasmissioni più sceme non pronuncia mai banalità, dico: Roberto,goditela ma poi fermati.

P.S

questo post l’ho scritto ieri pomeriggio prima di vedere il suo pezzo di trasmissione e guardandolo mi sono venute in mente due associazioni: per la prima ho pensato a Gustav von Aschenbach, per la seconda ho pensato a Immanuel Rath.

La prima associazione gli piacerà la seconda non credo; ma se Vecchioni, in televisione il sabato sera, suscita simili associazioni forse ne è valsa la pena.

Alias

Pare, si dice, si mormora che negli ambienti politico – giornalistici la signora Daniela Santanchè ed il signor Alessandro Sallusti abbiano una liaison sentimentale, cosa che, francamente, ci lascia molto indifferenti; allora, direte, perchè ne scrivi?

Solo per dire che sempre nel suddetto ambiente, pare, si dice, si mormora che i due siano soprannominati Rosa e Olindo; proprio come quelli della strage di Erba e che ai due, comprensibilmente, i nomignoli affibiati non piacciano affatto.

Non so se ciò corrisponda al vero però sarebbero azzeccati perchè Daniela ed Alessandro hanno, rispettivamente, fatto strage della democrazia e della verità.

 

Le donne con il SUV ce l’hanno di platino

A parte le considerazioni di ordine pratico che elencavo nel post chi si compra il suv ce l\’ha piccolo e che valgono anche per le signore al volante di ‘sti mezzi camion, ce ne sono altre di vario ordine.

Le donne con il SUV ce l’hanno di platino; a volte, pure, tempestata di diamanti.

E come il platino fredde, rigide e grigie.

Al contrario dei maschi SUVmuniti le signore appartengono ad una sola tipologia morfologica.

Sono in divisa ed intruppate; certo la divisa è rigorosamente firmata, magari taroccata, ma con il marchio ben in vista, dalla testa ai piedi, sostanzialmente, però, una divisa, composta di occhialone nero, borsone enorme (dove, probabilmente, nascondono armi contundenti), stivale o scarpa tipo sado-maso con tacco rigorosamente 12, tailleur gonna banalmente sexy e reggiseno push-up che fa prorompere un seno taglia prima dalla scollatura della giacca strizzata spezza respiro; hanno il capello sempre lungo e cotonato che va dal nero corvino al biondo improbabile, mai una via di mezzo o un colore credibile.

Hanno l’apparenza delle mangiatrici di uomini, il sex appeal di una zoccola di “uomini e donne” poichè il loro modello è sempre televisivo-commerciale e l’arroganza delle donne con le palle, orribile visione di una genitalità dubbia ed incerta.

Perchè la caratteristica dominante di queste donne è l’aggressività manifesta, negli abiti e negli atteggiamenti; si trascinano dietro gli eventuali figli come cagnolini al guinzaglio di cui ne hanno piene le succitate palle, salgono sull’auto con falcata assassina piene di borsine Gucci e Dolce & Gabbana, raccattate da chissà dove in cui hanno messo gli abiti, magari pure, comperati al mercato dei cinesi.

Se le senti parlare imparerai tutto il vocabolario di parolacce dei marinai e degli scaricatori di porto perchè per loro non c’è divieto che tenga, senso di marcia che abbia un senso, una precedenza che sia ammessa; alle tue, eventuali e giuste rimostranze, sapranno risponderti soltanto con parolacce, le più evolute, e con gesti della mano, preferibilmente il medio destro, le più preistoriche.

Il prototipo perfetto della signora in SUV è Daniela Santanchè.

Il burattino dell’America

A leggere quello che scrive wikileaks la considerazione delle amministrazioni americane, Bush prima ed Obama dopo, nei confronti di Berlusconi è miserrima.

Lo definiscono il clown, sono preoccupati delle pericolose amicizie particolari con i dittatori sparsi per il mondo, sono sospettosi della frequentazione con Putin immaginando interessi economici molto privati con la Russia.

Ma se lo tengono caro e ben stretto, perchè serve.

Utilizzano le manie del premier, le sue manie di grandezza e le sua vanità di considerarsi un grande statista; gli serve per fare, ancor meglio, gli interessi degli Stati Uniti.

Adesso capisco anche le mosse strategiche di uno come Lutwak, mosse che fino ad ora mi erano rimaste oscure, tutte le lodi alla figura di Berlusconi servono ad illuderlo, a blandirlo, a fargli credere di essere ciò che gli piace per poterlo meglio manovrare.

In pratica il nostro premier è l’utile idiota della politica estera americana.

Intanto, in Europa e nel mondo, contiamo sempre meno, ancor meno del due di bastoni quando briscola è coppe.

La vecchiaia del paese

Noi non saremo mai in grado di fare una rivoluzione per molteplici ragioni, alcune le analizzavo già tempo fa in questo post e non insisterò ulteriormente.

Me ne è venuta in mente un’altra, e l’ho visto osservando le rivolte nel nord Africa, in Egitto, in Tunisia e quella sanguinosa e drammatica in Libia.

Siamo vecchi.

E non parlo della vecchiaia politica del nostro paese, parlo proprio dell’anagrafe; abbiamo un’età media di 45 anni; non abbiamo più l’età.

Perchè bisogna pur dirlo che per ribellarsi, per fare la rivoluzione bisogna essere giovani e non solo di spirito, ma proprio di corpo; per fare la rivoluzione bisogna aver vent’anni.

Serve la passione, l’orgoglio, la spregiudicatezza, l’incoscienza della giovinezza; e soprattutto serve il vigore e la forza dei vent’anni.

Fare la rivoluzione è faticoso, spezza le ossa, mette a dura prova il corpo e, tutto questo, dopo la giovinezza non lo possiedi più; sei stanco, hai gli acciacchi e ti chiedi chi te lo fa fare, che in fondo stai benino anche così, per cui lasci perdere, lasci correre.

Cominci anche pensare a cosa ci perderesti, a cosa dovresti rinunciare ed, allora, la pusillanimità fa capolino, la vigliaccheria prende il sopravvento e finiamo col stare tutti fermi.

A quali giovani poi lasciamo il compito della ribellione? a quei molti, dei pochi che abbiamo, che si occupano di avere l’abito alla moda, l’occhiale nero firmato, la borsa Vouitton, che salgono e scendono senza un perchè da un SUV, che guardano Amici e il Grande Fratello sperando di passare dall’altra parte dello schermo?

No, decisamente, non siamo un popolo nato per le ribellioni e le rivoluzioni, ora come non mai.

Mi permetto di non disturbare

La si potrebbe mettere in vacca e sul goliardico come fa mio marito che dice che tutto quello che B. ha toccato sta diventando m…; e ribadisce il suo concetto preferito che l’uomo porti sfiga.

Ed è andato elencando: ha evocato la nipote di Mubarak ed è scoppiato l’Egitto, ha ribadito la sua profonda amicizia per il generale Gheddafi e la Libia si sta rivoltando; la stima alla Merkel le ha fatto dimezzare i voti nelle elezioni di ieri nella cttà-stato di Amburgo (CDU dal 46 al 21%), al compare Putin sta andando, per ora, un filo meglio, gli si stanno, solo, bruciando tutte le foreste di Russia e ha tra i piedi qualche bombarella a Mosca.

Si è salvato solo Bush perchè ha chiuso il mandato prima di questa ondata di sfiga.

Mettendola, invece, un po’ di più sul serio vorrei sapere se il ministro Frattini ha lasciato il cervello a Santa Lucia, sempre in cerca della proprietà della casa di Fini a Montecarlo, mentre il l’Africa settentrionale sta scoppiando.

I ministri degli esterni europei ed il segretario di stato americano sono univoci nel condannare le stragi che avvengono a Bengasi e a Tripoli, dove la polizia spara ad altezza d’uomo senza cedere al ricatto di Gheddafi di aprire le frontiere ed inviare, in massa, in Europa gli immigrati bloccati nel deserto libico ed utilizzati come schiavi da forza lavoro.

Stati Uniti: il dipartimento di Stato si dice “molto preoccupato” e chiede “l’immediata cessazione delle violenze contro i manifestanti”.

Unione Europea: “Bisogna immediatamente porre fine alle violenza sulla popolazione”

Germania: “La Germania condanna duramente l’uso della violenza da parte delle autorità libiche”.

Francia: “Assolutamente inaccettabile e totalmente sproporzionata la repressione delle proteste in Libia”.

Italia: “Incoraggiare il processo pacifico di transizione” e “molta preoccupazione per un Paese diviso a metà”.

Però la migliore dichiarazione italiana spetta sempre e solo a lui, il quale ha testualmente detto: “Mi permetto di non disturbare”.

Geniale!

E Roberto vinse il Festival

E Roberto vinse il festival.

Non me lo sarei mai aspettata.

Ma è giusto così; la prima volta, millanta anni fa, arrivò ultimo eliminato la prima sera; l’ultima volta che andrà al festival è arrivato uno.

La canzone non è, certamente, una delle più belle di Vecchioni, ma sicuramente la migliore di Sanremo.

Questo festival mi ha sorpreso, nella sezioni giovani ha vinto un pezzo jazz di un cantante che è anche un buonissimo musicista, e nella sezione senior ha vinto un cantautore vero e, lasciatemelo dire, un grande scrittore ed un poeta.

Anche la dedica finale non poteva stupirmi, dedicato alle donne che sono sempre migliori degli uomini, e, conoscendolo, non l’ha certo detto per piaggeria o tornaconto; lo dice da quando lo ascolto e conosco.

L’interpretazione migliore, l’ultima; in maniche di camicia, rilassato, come sul palco di un suo concerto.

A Roberto.

Permesso di soggiorno

All’idiozia della Lega sulla purezza della razza si aggiunge quella della SVP (sudtiroler volkspartei).

Non bastava delirare sulla purezza della razza, sulla supremazia di un colore di pelle sull’altra, sulla egemonia religiosa rispetto a qualunque altra.

Ora si occupano anche degli animali.

Perchè i geniacci hanno pensato bene di dichiarare guerra agli orsi bruni provenienti dalla Slovenia, in particolare per quelli clandestini (?!?).

Ma gli orsi avranno bisogno di un permesso di soggiorno per varcare i confini italiani?

Chi glielo fornirà, a chi dovranno rivolgersi, quale sarà la questura di competenza?

La lega ha immediatamente approvato la mozione della SVP perchè, testuale: “immigrati senza permesso di soggiorno e che non rispettano i confini” e favorevoli al libero abbattimento.

Io non so se questi orsi siano davvero troppi per l’equilibrio della fauna locale ma la motivazione è degna dell’oscar per la migliore cazzata del secolo.

Viva l’Italia

Ma quant’è bella l’unità d’Italia se te la racconta Benigni.

Premesso che, solitamente, Benigni non mi piace molto, ho trovato che questa sera abbia fatto un monologo straordinario sul risorgimento, sulla libertà, sulla dignità, sulla ribellione.

Assolutamente fantastico, dopo tutti questi mesi in cui uno, onestamente, si vergogna almeno un poco e almeno in segreto di essere italiano ci voleva uno scatto di dignità, di orgoglio e di amore.

L’inno di Mameli, alla fine, cantato come lo avrebbe fatto uno di quei ventenni di centocinquanta anni fa è stato commovente e sincero e senza alcuna retorica.

Finito lo straordinario monologo di Benigni la lettura di un pezzo di Gramsci è stato come una meravigliosa cornice che racchiude, ma non chiude, un dipinto.

P.S. valeva la pena vedersi anche Sanremo se ci ha dato la possibilità di ammirare, in tutto il suo splendore, il ministro La Russa che, in piedi, applaude entusiasticamente Benigni.

Ti sputtanerò

Ebbene ammetto che ho visto la prima puntata di Sanremo ed è la prima volta che mi capita.

Non è che l’ho guardato tutto, sia ben chiaro che non sono così masochista, ma due pezzi li ho visti; il primo non poteva mancarmi in quanto l’uomo della mia vita era lì ed il secondo per il brano di Luca Bizzari e Paolo Kessisoglu delle Iene.

Perchè per ascoltare, cosa che non ti aspetteresti mai,  su rai uno quello che succede al premier bisognava aspettare il festival di Sanremo che se aspetti Minzolini….