E’ così che io vedo i veri uomini e le vere donne.
Dei grandi lanciatori di coltelli, che conoscono il bersaglio e non tirano a vanvera.
Ed io con un’enorme fatica provo ad essere:
A puttane il tempo…
a puttane i nostri sogni…
oggi il lanciatore di coltelli
si è distesa lungo il fiume
e guarda il cielo:
guarda il cielo come se dovesse
da un momento all’altro venir fuori Dio.
E a puttane pure il cielo…
che non c’è,
non è neanche vero…
oggi il lanciatore di coltelli
conta tutte le parole
e scrive “zero”:
ho tentato tutto quello che ho potuto,
come l’ho potuto,
fino a non poterci niente,
ma tu che mi conosci molto bene,
tu che mi sei stato sempre insieme
non confondermi mai,
non confondermi mai col vento e le stagioni
e non confonderti mai,
non confonderti mai con gli altri suoni;
e non mi mettere mai,
non mi mettere mai tra i cattivi o tra i buoni:
io sono solamente quella che sono
un vero lanciatore di coltelli…
Ma di tanto amore, di così tanto amore
io mi sento addosso quel profumo
che dà un petalo di rosa secco al sole,
vivo ancora l’illusione eterna di potere sbattere le braccia
e alzarmi in volo,
e tu che mi conosci molto bene
tu che mi sei stato sempre insieme
non confondermi mai,
non confondermi mai con i geni o coi coglioni
e non confonderti mai, mai, mai,
mai coi ciarlatani:
se ti verrano a dire, e ti verrano a dire,
che non so più chi sono,
rispondigli che sono ancora e sempre
un grande lanciatore di coltelli e la tua donna.

Ma non è semplice, soprattutto per come lo intendi tu
E’ questo il bello della sfida, cara!
Invece che lanciatori di coltelli abbiamo solo lanciatori di stracci.
E’ vero quando vola qualcosa è fortuna se sono solo stracci.
Ciao a tutti, resto un po’ perplesso e confuso leggendo attentamente gli ultimi due versi “…rispondigli che sono ancora e sempre/ un grande lanciatore di coltelli e la TUA donna.” Ma se è la sua donna non dovrebbe essere una lanciatrice di coltelli? Chiedo scusa se non ho afferrato il senso del discorso. Gradirei una spiegazione. Grazie. Ciao. Antonio.
Perchè il lanciatore di coltelli, per come lo intendo io, non ha un sesso definito.
Solo in questo caso e per caso è una donna.
Bellissimo (scontato chi sia l’autore..), andrò a sentirmi la canzone, che non conoscevo.
La fanciullezza e anche l’adolescenza sono momenti preparatori che bisogna abbandonare per diventare adulti.
Bisogna diventare adulti senza perdere la fanciullezza e l’adolescenza.
Non si può avere solo un futuro dietro le spalle.
Non c’è gloria nella giovane promessa mancata (ai più attenti può ricordare un baskettaro casertano).
Bisogna tovare il modo di salvarsi e non basta non entrare in banca (questa è facile ..).
Bisogna imparare a maneggiare i coltelli.
Senza fare male…
E’ vero, l’autore è scontato.
Un grande avvenire dietro le spalle non serve ma la giovane promessa mancata è, spesso, una calviniana baronia dimezzata.
Bisogna imparare a maneggiare i coltelli senza fare male ma senza mancare il bersaglio…
”non confondermi mai ”
”ho tentato tutto quello che ho potuto,
come l’ho potuto,
fino a non poterci niente ”
M’innamorai di te
ti ho amata
ti amo ancora
lo sarò per sempre.
Come lanciatore ero il meglio
e tutti t’invidiavano
e viaggiavano sicuri, precisi,violenti.
e attendevano l’errore, lo squarcio,la stanchezza.
Nulla fu più potente della cattiveria
ed un solo capello fu reciso, violato,oltraggiato.
Deve ricrescere,deve tornare lungo biondo,leggero
per amarlo come sempre e sarà.
Ciao T.
Degna continuazione.
Silvana, Tonino, siete fantastici.
Vi abbraccio.
a.
Un grande abbraccio anche a te, caro Alvi; ti ringrazio anche da parte di Tonino che è lui a essere stato fantastico.