Che ne diresti di mandarmi sul red carpet?

Che ne diresti di mandarmi sul red carpet dei blogger?

Torna l’iniziativa promossa da Macchianera per darci modo di eleggere e premiare i blog che più ci piacciono; le votazioni, aperte sino al 2 settembre, decideranno i 5 finalisti per ciascuna categoria.

Dal 2 al 24 settembre tutti potranno votare il loro preferito all’interno dei 5 blog finalisti per ciascuna categoria ed eleggere così il vincitore.

Se ti va, se ti pare una buona idea, votami QUI per la nomination in alcune categorie ai MacchianerAwards, puoi farlo fino al 02 settembre.

Vuoi qualche altra idea?

Ti consiglio anche questi sei, tre donne e tre uomini (a parte la Ragazza con la Valigia per la quale nutro un affetto particolare, gli altri sono in rigoroso ordine alfabetico):

La ragazza con la valigia (giovanissima, ironica, divertente e, letteralmente, l’adoro)

CescoCesto (giovanissimo, allegro e scrive bellissime poesie)

Due chiacchere (mi ha fatto la prima, e finora unica, intervista della mia vita)

Franz blog (ormai caro amico anche nella vita reale)

Lameduck blog (l\’orizzonte degli eventi) (piena di spunti interessanti con delle immagini ai post bellissime)

Speradisole (donna straordinaria, poliedrica e dagli innumerevoli interessi)

Non me ne vogliano quelli che non ho citato, metterei tutti quelli che ho tra i preferiti ma questi sono quelli che per primissimi mi hanno letto o hanno lasciato commenti.

Il tempo è galantuomo

I vecchi proverbi lo sostengono da sempre: il tempo è galantuomo.

In politica non so, nella vita reale sono quasi propensa a crederlo, almeno dopo l’altra sera.

Dopo molti diniegi mi sono convinta ad andare ad una di quelle terrificanti feste in cui si rincontrano i vecchi compagni di scuola, non quelli delle elementari o delle medie (che manco li ricordo tutti) ma quelli del liceo.

Sono incontri tristissimi, fatti di ricordi che non sai neppure se corrispondono al vero, racconti di vita abbelliti per nascondere la mediocrità del quotidiano, recriminazioni di vecchi torti mai dimenticati che risaltano fuori, nonostante gli anni passati.

Poi ci sono loro, le tue vecchie compagne di scuola, quelle che a diciotto anni erano delle stragnocche, sembravano avere quattro-cinque anni in più, erano bionde, erano alte, avevano una quarta di reggiseno e fianchi prosperosi.

Io, che dimostravo quattro-cinque anni in meno, che non ho mai, anche negli anni della crescita, superato il metro e cinquantasei, che non ero bionda, che avevo una prima di seno, che non avevo neppure un accenno di fianchi ed ero, praticamente, un asse da stiro, rosicavo.

Ora, trent’anni dopo, la loro altezza è diventata goffaggine, non sono più bionde naturali neppure loro, la quarta di seno ha ceduto il passo, ed i fianchi si sono raddoppiati.

Ora, trent’anni dopo, la mia altezza è rimasta costante ed è grazia, potrei essere, se lo volessi, bionda nello stesso modo, la mia prima di seno ha retto benissimo alla forza di gravità, e la maternità mi ha regalato i fianchi.

Ebbene sì, il tempo è un galantuomo.

Fuori di qui

La presidenza della Camera non è nelle disponibilità del presidente del Consiglio…

E pensare che il premier pensava di avere anche l’uso di cucina.

Fini ha il contratto bloccato ad equo canone.

Il berretto da baseball del papa

Benedetto XVI espone, nelle passeggiate a Castel Gandolfo, un berretto da baseball portato sulla lunga tonaca bianca.

Il fatto ha colpito l’immaginazione del Daily Mail che rileva come il papa non stia al passo con i tempi perchè il cappellino non è quello della stagione in corso.

Fosse solo per il cappello che il papa non sta al passo con i tempi…mi accontenterei.

C’era una volta

Uno dei motivi che suscita clamore, in questi giorni, nella mia città è lo stravolgimento della viabilità cittadina per i lavori di messa in opera del Civis.

Io sono contraria al Civis perchè non serve a nulla, non risolve i problemi della viabilità e neppure il problema degli spostamenti sui mezzi pubblici.

Il risultato è la deviazione di tantissime linee di autobus, via Murri chiusa per metà, in un senso di marcia, ma, soprattutto, via SanVitale chiusa al traffico tout court.

Via San Vitale chiusa ha provocato, sui quotidiani cittadini, una marea di polemiche, proteste, incazzature; leggendo i giornali trovavi commercianti sul piede di guerra, bolognesi esasperati, sit in di protesta, lenzuolate alle finestre, ecc… ecc…

Pareva, insieme all’emergenza graffiti e l’emergenza pisciate, un caso di rilevanza nazionale, degno di stravolgere gli equilibri politici dell’intero paese e di provocare una crisi di governo nazionale con tanto di prolcami terroristici di emergenza “caduta due torri” (e per chi non si scansa in tempo è fatta).

Volevo, quindi, sincerarmi di persona della situazione ed, eventualmente, dare una mano per placare animi sovraeccitati da cotanta emergenza.

Complice il fatto di essere andata in ferie presto ed essere tornata quando tutti stanno sbaraccando riesco ad uscire dal lavoro ad orari più che dignitosi, mi incammino per via Massarenti con l’animo già disposto a trovarmi in una baraonda cacofonica di protesta.

E mi ritrovo in un’atmosfera surreale di tanti anni fa.

In via S. Vitale c’è una calma assoluta; un silenzio riposante e distensivo.

Arrivano, dalle finestre aperte, le risate dei ragazzi, i suoni di musica e degli strumenti; si sentono, da sotto i portici, le discussione dei giocatori di carte nei bar; si vedono i bambini che, sotto le ombre dei collonati, giocano a pallone sul granito; osservo, all’incrocio con via Broccaindosso, alcune vecchie signore che, portate fuori di casa le sedie, chiaccherano tranquillamente con i bottegai della zona.

Immagini di una Bologna di quarant’anni fa dove, nei pomeriggi assolati e caldi, si viveva tranquilli in modo conviviale; una Bologna tranquilla, paciosa e socievole.

Un incanto.

Fino al torresotto di Piazza Aldrovandi, dove la strada riapre al traffico, dove i motorini stridono, le macchine strombazzano, la gente s’incazza e gli olezzi dei tubi di scarico riempono le volte delle logge.

Vorrei che i lavori del Civis non finissero mai e si estendessero a tutto il centro.

363 giorni alla prossima occasione

Un altro 25 luglio è passato senza danni per il nostro piccolo grande lìder formato ornamento da giardino,liberazione-magenta ma non ci sono tracce di sbarchi di “liberators” in Calabria nè di Grandi, Bottai o Ciano nel Piccolo Consiglio di Palazzo Chigi. Coraggio, mancano appena 363 giorni alla prossima occasione.

Io, tu ed il Cenacolo

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci è opera estremamente delicata, dall’equilibrio fragile ed è vietato fotografarla con o senza flash per evitare stress perchè le luci delle macchine da presa o i troppi flash possono causare un’eccitazione termica e rovinare il dipinto.

La sovrintendenza alle belle arti fa rare eccezioni per motivi di studio e di ricerca agli altri è tassativamente vietato; a tutti gli altri.

…Beh, non proprio a tutti.

A Berlusconi no, lui può farsi fotografare insieme a Medveded (che, poverino, ci teneva tanto) per una foto ricordo.

Io, tu ed il Cenacolo.

Io capisco che per una volta non succederà nulla, l’opera non subirà danni permanenti nè passeggeri; quello che mi infastisce è il concetto, l’esempio che si dà, la morale che se ne può trarre.

Un presidente del consiglio dovrebbe, in primis, tutelare le opere d’arte del suo paese (quelle stesse opere che pubblicizza in uno spot), dovrebbe dare il buon esempio con un comportamento corretto; dovrebbe propagare la morale che chi governa rispetta le leggi ed i regolamenti.

Ma forse, a questo punto, dovremmo avere un altro presidente, un altro parlamento, un altro governo; al che saremmo in un altro paese.

Qui vige sempre la regola del marchese del grillo: io so’ io, e voi nu siete un c…!

Da Bebelplatz all’Islanda

Da Babelplatz all’Islanda passando per l’Italia.

Ossia dal buio e cupo rogo di libri, di conoscenza, di libertà della Germania nazista alla proposta di legge, approvata, della deputata islandese Birgitta Jonsdottir che offre uno scudo totale ai divulgatori di segreti, segreti militari, istruttori societari, di Stato, passando per il bavaglio italiano.

 Nella speranza di non rivedere mai più le scene berlinesi di 30 anni fa, sperando di non vedere convertito in legge la proposta del bavaglio ai giornali e alla rete italiane, godiamoci l’aria fresca islandese.

Io non so se il parlamento islandese ha capito appieno l’effetto dirompente di una legge che prevede che qualora un documento di interesse pubblico sarà immesso in rete da un server islandese la giustizia isolana non potrà tentare di scoprire chui li ha rivelati, non potrà impedirne la pubblicazione e da lì all’intero mondo.

Ma non è finita qui: se uno stato od un privato ritenesse la pubblicazione (anche espressa nei blog) diffamante e diffamatoria e ricorresse davanti ad un tribunale estero il server islandese che ha immesso la notizia non potrà essere intimidito e potrà, a sua volta, rispondere con una contro citazione ad un tribunale dell’isola dichiarandosi vittima di una minaccia alla libertà di espressione.

Certo una bella pacca nei denti delle compagnie di assicurazione e petrolifere, al Pentagono, agli stati di polizia, alle banche e a Silvio Berlusconi.

Già oggi l’Islanda permetterebbe di aggirare i divieti di Angelino Jolie e della sua legge.

L’Islanda come le Cayman dell’informazione  ed il bunker del giornalismo investigativo.

Come ha detto la deputata islandese: ” questo vuol dire modificare la storia”.