Milena Gabanelli sindaco

Ti prego Milena, non farlo.

Ti stimo troppo come giornalista per vederti soffocare nelle pastoie della politica, almeno di quella ufficiale; certo l’idea di avere te come sindaco della mia città mi farebbe molto piacere, ne sarei onorata ma ti prego di non accettarla una candidatura.

Ti voterei, certo, ma poi ti penserei sempre di più ingabbiata e bloccata nelle sabbie mobili dei veti incrociati.

Non si riuscirebbe a far passare tutte quelle riforme che sono descritte nei tuoi servizi di good news che a noi paiono tanto irragiungibili quanto in altri paesi sono fattibili e fatte.

Dalla raccolta differenziata alla politica di energia rinnovabile e “fatta in casa”.

No cara Milena non accettare di candidarti a sindaco, rimani  la bravissima giornalista che sei; rimani a dare mazzate a destra e a manca che è nobile e smarrita arte in questo paese.

Ti prego rimani in RAI, con i tuoi tailleur pantalone, con il tuo trucco discreto, con il tuo viso di donna normale ed intelligente per farci ancora credere che per essere riconosciute ed apprezzate non è necessario essere solo culi e tette.

Macchè primarie, ci vuole qualcuno come la Gabanelli

Io, tampax

Come, in tutta superbia modesta, avevo previsto nel mio primo commento a caldo sull’ iPad lanciato da Stevie “Wonder” Jobs, 202215-hero20100127quel “Pad” scelto per il telefonone della Apple ha suscitato le reazioni perplesse di molte donne americane, che associano il “Pad”, il pannolino, all’igiene femminile e le tv americane ci ironizzano sopra apertamente. Da anni la Ibm, e oggi la Lenovo cinese, producono portatili chiamati “ThinkPad”, ma quella parola “Think” davanti, rende l’allusione involontaria assai meno sgradevole ed evidente. Tradotto in inglese femminile, “IPad” suona brutalmente e immediatamente come “Io Pannolino”. Ma possibile che nel circolo ristretto di chi ha scelto il nome alla Apple, dopo mesi di voci e di indiscrezioni e di discussioni, non ci fosse neppure una donna che potesse farlo notare? Forse c’era, ma il circolo di chi decide, a Cupertino, comincia con Steve e finisce con Jobs. Poi avrà successo lo stesso, ma per un Harry Potter del marketing come lui, questa è una gaffe, perchè l’estetica, il fantastico design dei prodotti della Mela ha sempre avuto, nelle sorelle di Eva attratte dalla sua bellezza, un mercato importante. Comprereste, voi signore italiane, un telefonino o un computer che si chiamasse “ioTampax”?

(dal blog: tempo reale – Vittorio Zucconi)

Non serve mai

La bustina di zucchero

Farò anch’io il mio tributo al giorno della memoria.

Ma svuotata e con amarezza.

Non serve a nulla, diventa un giorno come un’altro di cui si parla ma che non si sente più nel cuore, nella testa e nella pancia.

Come il l’8 marzo, come il 1 maggio, come il 25 aprile.

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Un uomo che coltiva il suo giardino come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere un’etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che intuisce un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.

Un uomo e una donna che leggono le terzine finali di un certo canto.

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

(Louis Borges: I giusti)

Piccoline stelline crescono

Noemi Letizia, colei che suole chiamare Papi il presidente del consiglio debutta in uno show televisivo.

Chissà perchè non mi stupisce….

Ma non debutta sulle reti Mediaset dove se il programma è un flop, il papi ci rimette una paccata di soldi in spot pubblicitari, no debutta in rai, sul primo o secondo canale, dove se anche non sai fare una cippa e gli ascolti crollano  non fa niente, anzi meglio!

Alla felicissima ed originalissima domanda a quali modelli ti ispiri, risponde: Sofia Loren.

Che è anche stata una grande attrice, però una botta di originalità…..

O è chiedere troppo?

Atei ed agnostici cercasi

Ringrazio Galatea, per avermi fornito questa informazione.

Ho finalmente conosciuto la mia collocazione giuridica.

Io, regolare cittadina di questo stato italiano, sarei illegale in quanto atea.

E l’ho saputo dal tribunale della “vita in diretta”, dal giudice don Mario Pieracci.

Se non proprio illegale per nascita, lo divento immediatamente se mi aggrego ad altri miei simili, magari, dio non volesse, fondando un’associazione di atei.

Quindi con chi me la prendo se non sono stata toccata dalla grazia del signore? Rimarrò illegale nel mio paese.

La notizia e video relativo sono stati presi da qui

Io non ci metto più piede in quel barr, perchè il barrista

Forse è stato scritto da le squinzie (chissà se dice ancora così od è un retaggio della mia non più giovane età) che delirano per i Tokio Hotel.

L’ho trovata nel blog di Blond che ho trovato tramite le interviste doppie di due chiacchere

Yes, weekend

Io che conosco bene i veneziani lo avevo detto che non gli sarebbe molto piaciuto un sindaco come Brunetta.

A maggior ragione dopo aver saputo che il ministro continuerà a fare il ministro ed in aggiunta (a tempo perso?) farà il sindaco.

Venezia è una città complessa da amministrare, vuoi per la sua biodiversità, vuoi per la fuga dalle sue calli, vuoi per il conflittuale rapporto con Mestre, ma tant’è.

I veneziani, di destra come di sinistra, sono ironici e dissacranti ed hanno preso in prestito lo slogan di Obama “yes we can” e lo hanno riadattato alla realtà veneziana e brunettiana in “yes weekend”.