Ho scritto di tutto ma….

rammarico2

Il mio non frequentatissimo blog, nelle ultime settimane ha alzato la cresta.

Ebbene sì da qualche tempo mi trovo con un incremento di visite considerevole, il che mi fa piacere; quindi, essendo curiosa per natura e per coltivata scelta, ho voluto verificare cosa leggono e cercano i miei visitatori.

Ho scritto di tutto e su moltissimi argomenti: libri, film, viaggi, fiabe, sentimenti, sensazioni, etica, politica, filososfia MA….

ma da quando ho scritto il post “belle donne e donne belle” in cui ho messo, come tag, anche i nomi di alcune veline e ministro-veline le ricerche si concentrano tutte su costoro il cui nome è SEMPRE associato a parti anatomiche femminili ben definite e sempre le solite.

Ho dovuto constatare, con sommo rammarico, ma senza neppure un’ombra di stupore e meraviglia che, a ben pochi, è interessato l’argomento trattato (chissà poi se almeno il post è stato letto o hanno solo guardato le figurine) o gli altri argomenti da me presi in considerazione.

Quindi la conclusione che è necessario trarre è la seguente anche se detta molto volgarmente “quel che tira è sempre e solo la gnocca”

Samarcanda (invece era già tutto previsto)

Samarcanda o Samarquand o Самарқанд.

samarcanda-11

Luogo misterico e misterioso, l’Asia e la Via della Seta, viaggi immaginari e fantastiche carovane; una babele di scambi commerciali, di idee, culture e lingue.

O il viaggio a Samarcanda di Ruy González de Clavijo, o forse il viaggio di un ambasciatore spagnolo alla corte di Tamerlano.

O è l’appuntamento a Samarra di O’Hara dove la vigilia di natale del 1930 si dà inizio alla rottura del mondo di cui si fa parte, si dà inizio alla discesa, inevitabile e rapida verso l’autodistruzione, dove si compie un destino a cui non ci si può opporre.

O è la canzone di Vecchioni nel cui centro sta il tema della morte e del destino, favola sadica e grottesca.

O è, semplicemente, l’immagine del grande signore Timur Beg. Conquistatore spietato e crudele, creatore di un immenso impero nell’Asia centrale, ma nello stesso tempo grande mecenate, promotore di studi storici e filosofici, ospite cortese e generoso che racchiude in sè l’immagine che noi abbiamo dell’Oriente.

E’ il mio immaginario.

Festival di Sanremo

Ho trovato un video di un festival di Sanremo che non avevo mai visto.

E’ mitico, ma poteva mai vincere, o almeno piazzarsi, una canzone così?!?!

ça ira? (Internazionalizziamoci)

Non voglio sfidarvi nella traduzione perchè riconosco l’osticità della lingua tedesca (anche se è una delle lingue esistenti maggiormente affascinanti… lingua di filosofi), ma se ne avete voglia leggete la traduzione nei commenti perchè, a mio avviso, ne vale la pena e vale la pena meditare sul concetto espresso.

fried

Die Verbrechen von gestern

haben

die Gedenltage Verbrechen von vorgestern

abgeschafft

Angesichts

der Verbrechen von heute

machen wir uns zu schaffen

mit Gedenktagen

an die Verbrechen con gestern

Die Verbrechen von morgen werden uns Heutige

abschaffen

ihne Gedenktage

wenn wir sie nicht verhindern.

(Erich Fried)

Operazione nostalgia

Diamond and rust – Joan Baez

I’ll be dammed
here comes your ghost again
but that’s not unusual
it’s just that the moon is full
and you decided to call

and here I sit
hand on the telephone
hearing a voice I know
a couple of light years ago
heading straight for a fall

as I recall
you eyes were bluer than robins eggs
my poetry was lousy you said
where are you calling from?
a booth in the mid-west

ten years ago I bought you some cufflinks
you bought me something
we both know what memories can bring
they bring diamonds and rust

well you burst on the scene already a legend
the unswashed phenomenon
the original vagabond
you strayed into my arms

and there you stayed
temporarly lost at sea
the Madonna was your’s for free
yeah, the girl on the halfshell
could keep you from un-harmed

now I see you standing
with brown leaves falling all around
and snow in your hair
as your smiling out the window
of that crummy hotel
over Washington square
our breath comes out white
clouds mingled and hangs in the air
speaking strickly from me
we both could have died then and there

now your telling me
your not nostalgic
so give me another word for it
you were so good with words
and in keeping things vague

because I need some of that vagueness now
it’s all come back so clearly
I love you dearly
but, if your offering me diamonds and rust
I’ve already paid

è sempre bravissima e bellissima, ma si sa che sono nostalgica.

Sale d’attesa

Ho fatto una prova…

Ho prenotato una visita specialistica, dopo 10 giorni di attesa per l’appuntamento, da un noto luminare della città, che lavora anche in ospedale, nel suo studio privato.

Entro in un bellissimo palazzo e altrettando bellissimo studio e vedo 3 persone in attesa.

Sono prenotata alle ore 16.00 ed arrivo alle ore 16.00 (la puntualità è sempre stata il mio forte) e chiedo all’infermiera o forse dovrei dire alla hostess, se è già il mio turno.

Quella mi strabuzza gli occhi e mi dice con voce suadente: “signora ha queste persone che sono prima di lei”.

Io con voce altrettanto soave chiedo come mai se io sono puntualissima ho tre persone che mi precedono.

Lei con fare stralunato mi dice che il professore ha avuto molto da fare ed ha un lieve ritardo.

Dopo due ore sono ancora in attesa di essere ricevuta, vado dalla hostess e le chiedo quanto viene scontato dalla tariffa (350 euri) ogni quarto d’ora di ritardo.

Sbattendo le ciglia mi guarda scandalizzata e, rivolgendomi con accento isterico, dice: “ma sta scherzando?”

Io, con fare angelico, le chiedo se il tempo del luminare ha un peso ed un costo diverso dal mio, potrei avere anche altre cose da fare ed altrettando importanti e vitali.

La cosa più sconvolgente è stata la reazione degli altri pazienti, tutti a guardarmi come fossi una marziana, una psicopatica, finchè un signore distinto e ben vestito mi dice: “ma lei non capisce, il professore è un uomo importante, ha ben altre cose a cui pensare.”

Cioè spieghiamo bene, io pago 350 euri perchè lui faccia il suo mestiere e LUI ha ben altre cose a cui pensare? ma siamo diventati tutti matti?

Questi signori, che aspettano con infinita pazienza e grata sollecitudine del tempo che il luminare fa loro perdere a 350 euri a visita, sono gli stessi che in una struttura pubblica sbraiatano se il tempo di attesa supera i 15 minuti per un costo massimo di 36,15 euri a visita berciando che stanno sprecando tempo pagato con i loro soldi.

Ma dal luminare i soldi che spendono sono di qualcun’altro?

Ora io auspico che nel pubblico non vengano sprecati i soldi, che l’organizzazione sia la migliore possibile, che la puntualità dell’appuntamento venga rispettata perchè questo è sinonimo di un paese civile, ma altrettando se non di più lo pretendo dal luminare con la puzza sotto il naso che mi fa pagare uno sproposito e, che dio non voglia, non mi rilascia nemmeno la ricevuta ed evade le tasse perchè questo è sintomo di un paese incivile.

Dopo due ore e mezzo di ritardo vado dalla hostess, le dico che me ne vado e che il luminare può fare a meno di perdere del tempo con me, e che io posso fare a meno della consulenza di una persona presuntuosa ed irrispettosa del mio tempo e della mia dignità.

Ho riprenotato la visita presso la struttura pubblica del luminare, ho aspettato 5 giorni per l’appuntamento, 10 minuti per il tempo di attesa in ambulatorio, ho trovato amministrativi ed infermieri gentilissimi, ho speso 36,15 di visita con un medico che mi ha risolto il problema.

Si nota qualche differenza?

La coscienza, la pietà e le leggi

Copio un post trovato al seguente indirizzo: http://raffaeleparente.wordpress.com che mi trova perfettamente d’accordo

A noi comuni cittadini stupisce che si continui a motivare l’intervento dell’esecutivo nella vicenda Englaro sulla base della Convenzione dell’ONU sui “Diritti delle persone con disabilità”.

Non si dovrebbe tirare in ballo la Convenzione nel caso di Eluana Englaro in modo sbagliato e strumentale in quanto l’Italia non l’ha’ ancora ratificata.

La Convenzione si occupa di affermare il diritto alla non discriminazione di quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri.

Il riferimento ad Eluana Englaro è quindi fuori luogo. Ma se anche per assurdo volessimo applicare questi principi al suo caso, dovremmo giungere a conclusioni opposte a quelle tratte dal Ministero del Lavoro e della Salute.

Nell’articolo 25, laddove si invita a prevenire il rifiuto discriminatorio di cure e di cibo e liquidi, si richiede ai servizi sanitari di agire in base al consenso libero e informato delle persone: esattamente quanto contenuto nella sentenza della Cassazione.

Quello che accade con Eluana Englaro non è quello di impedire un rifiuto discriminatorio che non vi è, ma di cancellare per lei, in ragione della sua condizione, il principio della libertà terapeutica.

Vi è un padre che da 17 anni accudisce con amore e pietà il corpo inanimato della figlia Eluana, Beppino Englaro, ed egli ha chiesto se la legge degli uomini consentisse di rispettare la volontà, da lei espressa in vita, di sospendere le terapie che ne prolungano inutilmente l’agonia.

E la legge gli ha risposto di sì. Se questa legge consente l’omicidio, allora va cambiata. Se invece difende solamente la libertà e la dignità degli uomini malati dalle pretese dello Stato, va difesa. E io penso che bisogna difenderla.

Ma il Governo ed il Ministero della Salute sostengono che l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi. Ed è su questa asserzione che hanno impostato la bozza di decreto per sospendere l’attuazione della sentenza della Corte di appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale.

Ancora il Ministero del Lavoro e della salute sottolinea che è paradossale che Eluana Englaro muoia per una volontà presunta e indirettamente ricostruita. Tutto ciò è in aperta contraddizione con quanto il centrodestra approvò in commissione al Senato nella legge del 2005 dove «si prevedeva che la volontà potesse essere anche ricostruita secondo le notorie convinzioni delle persone o quanto le persone avevano detto».

E’ pertanto chiaro che in campo così delicato ci vuole prudenza da parte dei medici e dei giudici, soprattutto nei casi di incertezza, ed è indispensabile che tutti gli argomenti della “ricostruzione indiretta” debba essere inserita all’interno di una legge sul “Testamento biologico”.

Personalmente ritengo che il decreto sia un errore politico, in quanto i rappresentanti delle istituzioni hanno il dovere di accettare la legge; le sentenze della Suprema Corte di Cassazione vanno rispettate.

Il caso di Eluana Englaro rischia di aprire, oltre alla battaglia morale, anche un duro conflitto istituzionale.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge con l’obiettivo di bloccare i medici che nella clinica di Udine stanno procedentod alla riduzione dell’alimentazione e dell’idratazione per la giovane in stato vegetativo da 17 anni motivando la scelta con l’affermazione che Eluana è una persona viva.

La scelta di procedere con il decreto è supportata dalla necessità ed urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo in base all’art. 77 della Costituzione: spetterà poi al parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti.

La replica del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stata ferma nei toni e nei contenuti con una lettera che motiva la sua scelta di non firmare il decreto. In esso dichiara che il provvedimento è incostituzionale, in contrasto con sentenze passate in giudicato.

Nonostante le perplessità espresse dal Presidente Napolitano, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al provvedimento.

A seguito del motivato rifiuto della firma un Consiglio dei Ministri straordinario ha dato il via libera la provvedimento.

A seguito del motivato riufiuto della firma un Consiglio dei Ministri straordinario ha varato u disegno di legge.

Un’altra figura istituzionale, il presidente della Camera si è schierato con il Presidente Napolitano, dichiarando la sua forte preoccupazione sul fatto che il Consiglio dei ministri non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridicco, a non emettere il decreto.

L’azione del governo ha invece ottenuto il plauso dell Chiesa Cattolica con la motivazione che il Governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla maggioranza dei cittadini italiani.

L’opposizione ha criticato duramente la decisione dell’esecutivo che cerca un “incidente istituzionale” e usa un comportamento totalmente irresponsabile, definendo la sfida lanciata al presidente della Repubblica come una vera e propria offesa.

In conclusione penso che il conflitto istituzionale in atto tra il Presidente della Repubblica ed il Governo sia di estrema gravità e non può non suscitare preoccupazione in chi ha a cuore i principi della Costituzione e i valori fondanti la nostra democrazia.

Condivido, quindi, le iniziative di sostegno al Capo dello Stato e di denuncia delle forzature costituzionali da parte della Presidenza del Consiglio.

Il Presidente della Repubblica, nella sua autonomia, ha agito correttamente rifiutando di firmare un provvedimento che riteneva incostituzionale, mentre è inaccettabile la scelta del Presidente del Consiglio di voler insistere con la strada del decreto (poi diventata proposta di Legge), scegliendo consapevolmente di aprire un conflitto tra poteri dello Stato, per di più su un tema tanto delicato.

La complessità della materia in questione, sia sotto il profilo etico, ma anche medico-scientifico e giuridico, è tale che dovrebbe essere affrontata secondo i principi laici della prudenza e del dubbio.

Riporto integralmente un post trovato sul seguente sito: http://raffaeleparente.wordpress.com che mi trova d’accordo in ogni sua parte, e mi conforta sapere che anche nel centro destra ci sono persone capaci di critica, umanità ed equilibrio

Se si è arrivati a un tale livello di scontro è a causa dei ritardi della politica, finora incapace di dettare un quadro normativo sul fine vita, ma anche di chi ha voluto trasformare una vicenda intima e privata in un caso pubblico, favorendo così strumentalizzazioni e forzature.

Auspico che il Parlamento possa varare al più presto una normativa ampiamente condivisa, in grado di trovare un giusto punto di equilibrio tra il principio costituzionale della libertà di autodeterminazione e quello della difesa della vita.

La macchinetta per fare figli

“Una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in stato vegetativo” spiega il dottor Berlusconi, dopo avere esaminato la cartella clinica della signorina Eluana Englaro. Fantastica e illuminante ammissione involontaria, questa del Presidente del Consiglio: una donna, per i talebani e per gli opportunisti, è una fotocopiatrice biologica, un apparecchio di riproduzione, semplice terra nella quale buttare un seme e poi vederlo germogliare, senza che la terra stessa, fertile, ma sorda, possa obbiettare. La sua volontà non conta. Le donne, come la terra, non possono decidere se e quando generare, nella visione di questi seminatori assoluti. Il solo fatto che questa ipotesi sia stata pensata, senza avere visto le immagini di quei resti umani che rendono disumano il solo pensiero di una gravidanza, dimostra la desolazione morale e la insensibilità di chi l’ha formulata. Ora quel corpo è stato anche, figurativamente, violentato nella sua intimità più vulnerabile.

http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/02/06/la-macchinetta-per-fare-bambini/

Ora io non voglio passare per una vetero femminista, una antiberlusconiana a tutti i costi, ma per la miseria, uno così le critiche se le tira addosso anche se vuoi essere comprensiva, tollerante, non polemica (tutte cose, che peraltro, in questo caso, io non voglio essere).

Non so davvero più cosa dire, non trovo più sostantivi, aggettivi, verbi triviali od aulici per esprimere i miei sentimenti su quest’uomo.

Un tappo in bocca?

Silenzio

Sto lavorando alla creazione di un blog e di una pagina web per un mio amico, sono nel mio studio, alla mia scrivania mentre il termosifone mi scalda i piedi e la lampada, alla mia destra, diffonde una luce calda e risposante, se alzo gli occhi vedo la pioggia battere leggera sui vetri e riflettersi nella luce del lampione davanti a casa.

Sono concentrata e, solo da lontano, percepisco i chiacchericci di sottofondo che provengono dal salotto dove il mio gentil consorte, preso da un raptus di masochismo puro, sta ascoltando il prode moscone, quando tra uno stiracchiamento e l’accensione di una sigaretta mi distraggo per un attimo ed ascolto ciò che esce dal tubo catodico (anche se la televisione è a cristalli liquidi) e mi immobilizzo.

Sento il prode moscone che con voce rotta, emozionata e vibrante (da gran imbonitore alla venghino signori venghino a vedere il fenomeno da baraccone) racconta: signori signori udite in diretta da Como l’arrivo dell’ambulanza che porterà Eluana Englaro verso la morte.

E allora mi metto ad ascoltare dallo studio, perchè non voglio almeno vedere, lo scempio di un dolore privato, la desolazione di un genitore che ha un figlio morente da diciasette anni, la dolenza di un corpo che non ha coscienza di sè.

E allora vorrei solo il silenzio, il silenzio compassionevole della solidarietà, il silenzio dolente della misericordia, il silenzio indulgente della clemenza.

Poichè non sento nulla di silenzioso stacco anche la spina del computer e me ne vado a letto, amaraggiata dallo spettacolo indecente, osceno, impresentabile, turpe e trascurato del varietà.

Buonanotte … a tutti