Che nostalgia

In questo periodo a Bologna sembra di stare nel deserto dei tartari, non c’è assolutamente nessuno.

Deve però essere una condizione simile anche nel web!!! sono tutti in vacanza e le visite al mio stupefacente blog (che non sono tante neanche in “alta stagione”) adesso sono proprio ridotte a zero.

Allora posto una mia foto a Cuba, tanto per fingere di essere ancora in vacanza ai Caraibi… CHE NOSTALGIA

Pessoa, Borges

Amo tutto ciò che è stato,

tutto quello che non è più,

il dolore che ormai non mi duole,

l’antica ed erronea fede,

l’ieri che ha lasciato il dolore,

quello che ha lasciato allegria

solo perchè è stato, è volato

e oggi è già un altro giorno

*************************************

Tutte le lettere d’amore sono

ridicole.

Non sarebbero lettere d’amore

se non fossero

ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,

come le altre,

ridicole.

Le lettere d’amore, se c’è l’amore,

devono essere ridicole.

Ma dopottutto

solo coloro che non hanno mai scritto

lettere d’amore sono

ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo

senza accorgermente lettere d’amore

ridicole.

La verità è che oggi

sono i miei ricordi

di quelle lettere a essere

ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole,

come tutti i sentimenti sdruccioli,

sono naturalmente

ridicole).

Di queste vie che scavano il tramonto

una ne avrò percorsa (non so quale)

ormai l’ultima volta, indifferente

se senza sospettarlo, sottomesso

a Chi ha fissato onnipotenti norme

e una segreta e rigida misura

per le ombre, per i sogni e le parvenze

che stessono e intessono la vita.

Se ad ogni cosa è compimento e limite

e l’ultima volta e mai più e l’oblio,

chi potrà dirci a chi, in questa casa

senza saperlo, abbiamo detto addio?

*********************************************

In una strada c’è una certa porta col suo battente e un numero preciso e un gusto di perduto paradiso, che quando si fa sera non è aperta al mio passo. Compiuta la giornata, mi aspetterebbe un’aspettata voce nella disgregazione di ogni giorno e nella quieta notte innamorata. Non è così. Diverso è il mio destino: le vaghe ore, la memoria impura, il lungo abuso di letteratura e al termine la misteriosa morte. Quella pietra soltanto voglio. Solo sue astratte date e il silenzioso oblio.

Alla faccia!!!

Io non amo il calcio, non mi interessa ed anzi onestamente è da tempo che mi rompe i cabasisi.
Però amo Vecchioni, Luci a San Siro e per la proprietà transitiva anche Milano; ed è per questo motivo che riporto la pagina della Gazzetta dello Sport e la lettera inviata da Roberto.
Milano, 19 luglio 2008 – Mio caro direttore “irresponsabile”, ma che cosa le è venuto in mente? Da quali calure asfissianti o insonnie notturne l’ha assalita questa bizzarra idea? Ha voluto provocare? Ha voluto sfottere? O è solo colpevole dimenticanza? Prendere in prestito il titolo di «quella» canzone, nata per l’Inter di Mazzola, Corso Suarez e stamparlo a piena pagina per l’arrivo di Ronaldinho al Milan! Al Milan!

Luce a San Siro! (doverosamente al singolare). Mi si incrociano i pollici, mi si rizzano i capelli. Luci a San Siro è Inter e non si tocca. Per il Milan, poi, non se ne parla nemmeno: sarebbe come se per definire Berlusconi usassimo «falce e martello» o per Fellini un film di Woody Allen. Altra roba, altra cultura. Per non contare poi i danni morali che ne conseguono: solo oggi, qui nel Salento dove sono in vacanza, tre persone mi hanno fermato per dirmi “complimenti per Ronaldinho”. A me? Per Ronaldinho? È come se qualcuno mi dicesse: “complimenti per le corna di tua moglie”. La Gazzetta è stata la mia balia, il mio zio scapestrato, per più di cinquant’anni la gioia del caffè e del giorno che nasceva, altrimenti non ci penserei due volte a intentarle causa per diffamazione. Lei, caro direttore, non può avere la misura del mio sdegno, dello sconforto e ancora più della vergogna che ha provocato in me. Lei, la mia ragazza di allora, la bandiera, gli spalti, la corsa a trovar posto, gli urli, gli abbracci, i colori nero-azzurri come tutto un arcobaleno e poi la sera stessa ancora lì, davanti allo stadio, nel silenzio assoluto, fare l’amore in una piccola Seicento scassata. E tutto questo adesso se lo prende su Ronaldinho che non sa un ciufolo di cosa sia Milano, di cosa sia San Siro? Ma andate a farvi friggere! Con totale irriconoscenza ——————————————————————–

Parigi… o cara

Dopo il coito interrotto (vedi qualche post fa) sono riuscita a farmi una mini vacanza di una settimana, considerando che quest’anno sono stata in ferie dal 27 giugno al 03 agosto…

Sono stata, come sempre, a Parigi e mi sono fatta vacanze da parigina, cioè nessun museo da vedere compulsivamente (che ormai li conosco), nessun particolare monumento da vedere (che ormai li so a memoria), ma passeggiate e letture al parco dietro casa, la spesa al supermercato e al negozietto del paki, sempre sotto casa… mi piace stare comoda, acquisti di abiti – profumi – balocchi, qualche mostra, cinema, ristoranti carini e brasserie negli arrondissement meno centrali.

L’unica concessione al turismo, e non al viaggio, è stata la visione notturna di una tour eiffel assolutamente blu, ma così tanto blu da parere sotto effetto di un acido.

Va beh che è il semestre di presidenza europea della Francia però ‘sti transalpini un po’ di grandeur l’hanno sul serio.

Dimenticavo… hanno messo pure le dodici stelle dell’Europa e, qui, hanno veramente esagerato, vista frontalmente è seriamente un po’ troppo.

Pubblicità

Faccio della sana, buona e benefica pubblicità!!!

A cosa direte voi? Quelli che mi conoscono sanno che la detesto e che sacramento di brutto ogni volta che passa in televisione (sui giornali è più facile saltare le pagine).

Ad un libro, al libro di una ragazza sconosciuta, al libro di una ragazza che non vende nelle librerie ma solo nell’etere della rete, ad una ragazza di vent’anni, ad una ragazza che ama scrivere è divertente ed ironica.

“Emma ed altri racconti” di Vittoria Barbiero

A questo indirizzo: il mio libro.it

Giuro e stragiuro che Vittoria NON sono io (anche perchè di anni, ahimè, ne ho più del doppio); forza gente compriamo sto libro, sono solo 8,50 miseri euri. (più spese di spedizione)

Io l’ho letto e ho trovato che alcuni dei racconti sono bellissimi, sorprendenti e carichi di atmosfere e riflessioni sapientemente scritte.